Allegri: “Stagione straordinaria, ma non è finita”

Allegri: “Stagione straordinaria, ma non è finita”

Uno scudetto e una Coppa Italia in bacheca, una finale di Champions League ancora da giocare: la stagione di Massimiliano Allegri e della sua Juventusè già così straordinaria. Il prossimo 6 giugno però il tecnico avrà l’opportunità di portare il club bianconero sul tetto del mondo, ma intanto si gode…

Uno scudetto e una Coppa Italia in bacheca, una finale di Champions League ancora da giocare: la stagione di Massimiliano Allegri e della sua Juventusè già così straordinaria. Il prossimo 6 giugno però il tecnico avrà l’opportunità di portare il club bianconero sul tetto del mondo, ma intanto si gode il successo. Allegri ha ricevuto oggi il premio “Enzo Bearzot“, alla presenza del presidente del Coni Malagò, del presidente della Figc Tavecchio e del vicepresidente dell’Uefa Abete. E nell’occasione, Allegri ha parlato di tutto. 

 

 

LE PAROLE – Così Allegri: «Questa stagione è stata straordinaria per il calcio italiano ma il film non è finito. La Juventus è in finale a Berlino, ma non solo: altre due squadre sono andate vicine alla finale di Europa League. La Nazionale sta facendo bene. In Italia non tutto è da buttare, lavoriamo sulle cose positive, come le infrastrutture o il futuro dei bambini». Dopo essersi detto onorato di aver ricevuto il premio, Allegri parla dei giocatori con più fantasia tra quelli che ha allenato: «Cassano e Ronaldinho, due giocatori incredibile quando dovevano passare la palla».

 

 

JUVENTUS – Poi sulla Juventus e sul rapporto con i tifosi: «Pensavo di poter allenare a certi livelli. Sono diverso rispetto a quando ero allenatore del Milan, e ancora dverso da quando allenavo il Cagliari, una grande scuola. Sono felice di poter allenare la Juventus, mi sto godendo il momento. Cercheremo di vincere il quinto scudetto consecutivo l’anno prossimo, è il nostro primo obiettivo. La Serie A non è peggio degli altri campionati, ma solo diversa. La finale del 6 giugno è molto facile da preparare, più difficile la finale di Coppa Italia». Sull’accoglienza fredda dei tifosi ad inizio stagione: «E’ comprensibile. Ho trovato una società che mi ha protetto, ed un gruppo di ragazzi straordinario, uomini veri. Molti di questi appartengono alla Nazionale. Conte? Nel calcio non c’è solamente un merito per arrivare alla vittoria. Non c’è un tecnico migliore dell’altro. Siamo diversi. ABbiamo vinto entrambi alla Juventus». Poi, sul Barcellona: «E’ una finale, meglio una partita secca. Speriamo di poter ripetere l’impresa del 2006 fatta dagli Azzurri». calcionews24.com

 

Juvenews.eu

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