Allegri si è preso la Juve. E se facesse il Triplete?

Allegri si è preso la Juve. E se facesse il Triplete?

“Le cose cambiano”, sospira il tenente Nicola Montini (interpretato da Claudio Bigagli) nel Film da Oscar “Mediterraneo”, quando il suo attendente si innamora di una ragazza che fa la prostituta e per lui smette di “fare la vita”. Si potrebbe usare la stessa frase per descrivere la parabola di Massimiliano…

“Le cose cambiano”, sospira il tenente Nicola Montini (interpretato da Claudio Bigagli) nel Film da Oscar “Mediterraneo”, quando il suo attendente si innamora di una ragazza che fa la prostituta e per lui smette di “fare la vita”. Si potrebbe usare la stessa frase per descrivere la parabola di Massimiliano Allegri alla Juventus. Allegri viene presentato il 16 luglio 2014, 24 ore dopo l’addio burrascoso di Antonio Conte, che ritiene di aver spremuto tutto il succo dall’arancia del suo gruppo. Chi ha buona memoria ricorderà i tifosi bianconeri sui social che vomitavano insulti e imprecazioni per una vicenda che li aveva feriti. Quel giorno, ad attendere Allegri a Vinovo, i cori dei tifosi contro di lui e a favore di Antonio Conte. Nove mesi dopo è cambiato tutto: il popolo della Juve si è innamorato di questo toscano acuto ma mai sopra le righe, che gli sta regalando la stagione più bella da una dozzina di anni a questa parte.

 

L BILANCIO — Allegri ha già vinto lo scudetto, chiudendo i conti con anticipo degno della Juve contiana dei 102 punti. Ha riportato la Juventus nel G8 d’Europa, obiettivo dichiarato proprio in quella conferenza di presentazione del luglio scorso. Ed è in corsa anche sull’ultimo fronte, la Coppa Italia. La rimonta di Firenze, confezionata dominando la partita, è arrivata senza Pogba, Pirlo, Tevez e Lichtsteiner, solo per citare gli assenti più illustri. Solo una squadra che ha un’autostima altissima può realizzare un’impresa del genere. Ed è anche in questo che si vede la bravura di Allegri.

 

VERSATILE — Il tecnico toscano, durante il periodo da allenatore del Milan, venne ospite in Gazzetta per un Forum. Conversatore brillantissimo, fece capire senza troppi giri di parole che la difesa a tre stava al suo credo calcistico come girare in bikini in Siberia a gennaio. Arrivato alla Juve, ha preferito non minare le certezze di un gruppo che aveva subìto uno scossone evidente con la perdita del tecnico dei tre scudetti. Si parte col 3-5-2, sostituito gradualmente dal 4-3-1-2, lo schema preferito dai tempi di Cagliari con Cossu tra le linee. Senza però accantonare il 3-5-2, preziosa arma tattica come a Dortmund dopo l’infortunio di Pogba o a Firenze nel finale. Per la serie “il tecnico è un sarto che deve adattarsi alle stoffe di cui dispone”.

PERFETTO — Allegri non è stato da meno nella gestione di un gruppo in cui tutti si sentono importanti e in cui sembra facilissimo entrare. Sturaro e Matri, arrivati quasi sotto silenzio durante l’ultimo mercato, sembrano già perfettamente inseriti. Come Padoin, che gioca pochissimo ma quando entra si rende sempre utile indipendentemente dal ruolo. E che dire dell’esplosione di Morata? Allegri ha centellinato il giovane spagnolo, nonostante i tifosi a gran voce chiedessero già da ottobre che Llorente gli facesse posto in attacco. Il tecnico ha lavorato maniacalmente sull’ex Real, per cui stravede, e lo ha buttato dentro in pianta stabile al momento giusto. E infatti da allora Morata non è più uscito. COME MOU — Arrivati ad aprile in corsa su tre fronti, è lecito sognare un po’parlando di Triplete. Ipotesi oggettivamente non troppo realistica, visto soprattutto il valore delle tre rivali che la Juve si troverà nell’urna di Champions se, come è ampiamente alla sua portata, dovesse rispettare il pronostico nei quarti contro il Monaco. Però il “double” di fatto dista solamente una partita, la finale di Coppa Italia. Mica male, per uno accolto da bordate di fischi. Ma le cose cambiano, si sa.

 

Gazetta.it

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