EDITORIALE – Alieno a chi?

EDITORIALE – Alieno a chi?

(di Francesco Repice – Radiocronista Tutto il Calcio Minuto per Minuto) – A chi arrivasse da Marte, come potremmo raccontare cosa è successo ieri sera a Torino? Come sarebbe possibile spiegare ad un’entità così lontana dal nostro pianeta che il calcio, in Italia, non è solo uno sport, ma un…

(di Francesco Repice – Radiocronista Tutto il Calcio Minuto per Minuto) – A chi arrivasse da Marte, come potremmo raccontare cosa è successo ieri sera a Torino? Come sarebbe possibile spiegare ad un’entità così lontana dal nostro pianeta che il calcio, in Italia, non è solo uno sport, ma un dramma senza fine. E lo è al punto tale che il fatto di aver giocato una partita di una bellezza brutale, di essere ad una sola lunghezza dalla Roma e di aver letteralmente stritolato una concorrente allo scudetto non è, in casa Juventus, la notizia principale. Sono il prima e soprattutto il dopo-partita con il Napoli a segnare la 12esima di campionato. Il “prima” è uno scambio a distanza tra i due allenatori che si confrontano su cifre di mercato, percentuali sulla condizione delle rispettive squadre e su quale delle due debba considerarsi favorita per la vittoria finale; il “dopo” è uno psicodramma degno delle pellicole di Bergman.
Conte e Benitez si presentano in sala stampa ad un’ora e mezzo dal fischio finale perchè nessuno dei due vuole dare all’altro la possibilità di dire l’ultima parola; lo spagnolo ironizza sul fatturato del club bianconero testimonianza chiara, a suo dire, di come spetti al suddetto club il ruolo di favorito d’obbligo per lo scudetto; Conte, ler parte sua da vita ad un autentico show mediatico. Ha vinto per 3 a 0, ma è come tarantolato davanti a taccuini, microfoni e telecamere. Si lamenta del fatto che la Juve, la sua Juve, non venga beatificata dalla critica così come meriterebbe; è al limite del rancore verso l’universo mondo quando ricorda che dopo due stagioni vincenti lui è ancora là, quasi davanti a tutti; snocciola, rispondendo a Benitez, tutti i titoli di una carriera da calciatore prima e da allenatore poi, citando anche le sconfitte che, sottolinea “mi hanno insegnato assai più delle vittorie e soprattutto mi hanno insegnato che perdere è brutto ed io non voglio mai perdere”.

Non si limita alle spiegazioni tecniche, anzi le ignora del tutto. Il problema di Antonio Conte è far capire agli interlocutori che l’essere “martello” è la condizione necessaria per tenere alto il livello di concentrazione della squadra per rimanere competitiva per il terzo anno consecutivo dopo due stagioni trionfali. Non ha paura il tecnico della Juventus di mandare fuori giri i suoi giocatori: Marchisio viene letteralmente trascinato in campo per sostituire Vidal; il quarto uomo quasi assediato per una rimessa laterale; i giornalisti rimbeccati off microphone per una domanda non gradita.
Durante la partita intanto, settore ospiti distrutto con pezzi di toilette scaraventati verso i tifosi avversari (4 all’ospedale); palloncini riempiti di “liquido organico” che volano dallo spicchio di stadio azzurro per innaffiare i supporters bianconeri; dall’altra parte cori che costeranno la squalifica della curva Scirea e rapprsentazioni grafiche del Vesuvio che sputa fuoco accompagnato anche dallo striscione sarcastico “ridiamoci sopra…..Vesuvio lavaCI col fuoco”. E la partita? E la Juventus che come un boa constrictor avvolge nelle sue spire il Napoli fino a soffocarlo? E l’ex oggetto misterioso LLorente che fa ancora gol e rischia di segnarne altri due? E la punizione onirica battuta da Pirlo? E la terza rete capolavoro di Pogba? Eh no caro alieno, questo è calcio, anzi, è SOLO calcio. Alieno a chi?

juvenews.eu

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