Agnelli: “Serie A malata, Tavecchio una sconfitta”

Agnelli: “Serie A malata, Tavecchio una sconfitta”

Orgoglio e giudizio. Il primo è tutto per la sua Juve, il secondo (tranciante) è per il calcio italiano. Malato, secondo Andrea Agnelli. Il suo intervento all’assemblea dei soci della Juve contiene l’ennesima stoccata al sistema. JUVE — Le prime parole del presidente sono dedicate alla squadra. “L’area sportiva ha…

Orgoglio e giudizio. Il primo è tutto per la sua Juve, il secondo (tranciante) è per il calcio italiano. Malato, secondo Andrea Agnelli. Il suo intervento all’assemblea dei soci della Juve contiene l’ennesima stoccata al sistema.

JUVE — Le prime parole del presidente sono dedicate alla squadra. “L’area sportiva ha basi solide, costituite, in primis, da Massimiliano Allegri, un tecnico che ha già dimostrato di saper vincere – spiega Agnelli -. Insieme a Paratici, Nedved e ad un gruppo di calciatori in grado di affrontare nuove sfide, sta lavorando per vincere il quarto scudetto consecutivo. Un’impresa che ci avvicinerebbe alla leggenda. Solo una volta nella sua storia la Juventus ha vissuto un periodo paragonabile a quello che stiamo attraversando. Nel maggio di quest’anno abbiamo conseguito il terzo scudetto consecutivo, un’impresa che i colori bianconeri non vedevano dagli anni ’30 del secolo scorso”.

ATTACCO — “l fatturato per la prima volta nella nostra storia supera i 300 milioni, esattamente 315,8 milioni. Il break-even ante imposte, e il ritorno dopo quattro anni all’utile operativo, uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati, completano il quadro di questo turnaround (risanamento, n.d.r.), che in pochi ritenevano possibile. Tutto bene quindi? No. Basta guardare con un minimo di distacco la situazione del calcio italiano per riconoscerne il progressivo declino. Il livello di fatturato che vi presentiamo riconferma la Juve nelle prime 10 società calcistiche al mondo, e il ranking Uefa è migliorato. Ma i nostri principali competitor, Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Manchester Utd ci hanno distanziato nettamente. Nessuna società italiana è stata in grado di crescere al loro ritmo: segno di un evidente limite strutturale che affligge il nostro calcio. Dieci anni fa la Serie A generava gli stessi ricavi della Bundesliga, poco meno di quelli della Liga e circa un terzo della Premier League. Eravamo già allora una tartaruga, oggi siamo un gambero. Ma nessuno si è accorto della malattia”. 

TAVECCHIO — Agnelli va anche all’attacco del presidente federale: “La sua elezione ha trascurato le indicazioni di calciatori, allenatori, arbitri e di una consistente parte della serie A. Una sconfitta per tanti e una vittoria per alcuni abili e disinvolti personaggi, il cui consenso nasce in un tempo lontano. Eppure io sono convinto che nel calcio italiano le forze conservatrici che al momento paiono prevalere a tutela di piccoli e grandi interessi particolari e rendite personali, non riusciranno a soffocare quanti sostengono il cambiamento””.

 

FONTE: Gazzetta.it

 

 

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