Agnelli: ‘Io voglio vincere sempre.Uomini chiave? La Juve è un lavoro di gruppo’

Agnelli: ‘Io voglio vincere sempre.Uomini chiave? La Juve è un lavoro di gruppo’

In una lunga intervista riportata sul giornale sportivo “La Gazzetta dello sport”, parla Andrea Agnelli del calcio in generale e della giustizia sportiva, della suaJuventus e,dei prossimi obiettivi della sua società. Presidente Agnelli, lo sa che avete ucciso in culla il campionato? “Non è così. Il campionato è deciso quando…

In una lunga intervista riportata sul giornale sportivo “La Gazzetta dello sport”, parla Andrea Agnelli del calcio in generale e della giustizia sportiva, della suaJuventus e,dei prossimi obiettivi della sua società.

Presidente Agnelli, lo sa che avete ucciso in culla il campionato? “Non è così. Il campionato è deciso quando lo dice la matematica. Mancano 20 partite e non abbiamo ucciso un bel niente“.

Ci sono uomini chiave nella Juventus? “Non c’è singolo che possa fare la differenza da solo. Questo è un lavoro di gruppo. Fare squadra a tutti i livelli, questo è il nostro credo. Fare squadra ti consente di far sembrare normale una cosa assolutamente non normale, come quella di giocare quattro mesi senza allenatore. Certo, uno dei nomi è indubbiamente quello di Conte. Ma anche lui non sarebbe stato così importante senza la squadra“.

ChampionsCeltic buon sorteggio. Obiettivi? “La Juventus ambisce a vincere sempre. La cosa più importante oggi è ripetersi in Italia. La Champions ci permette di sognare, e ci piace sognare. Ce la possiamo giocare con tutti, fino in fondo“.

Drogba è il regalo di Natale? “Preferisco parlare degli uomini che abbiamo. La Juve ha il miglior attacco e la miglior difesa. E uno staff che se ci saranno da cogliere delle opportunità, non se le farà sfuggire. Gennaio è inflazionato da opportunità solo relative. Le spese importanti si fanno d’estate. Valuteremo il da farsi”. 

La più grande emozione vissuta fin qui? “La sera dello scudetto conquistato a Trieste. Io ero a casa, in collina, e ho visto e sentito Torino esplodere sotto i miei occhi. Sono rimasto mezzora in giardino ad ascoltare“.

Quel giorno arriva e se arriva quando? “Arriverà senz’altro. Ma non è un giorno che arriva dall’oggi al domani per magia. Ci vuole la giusta gradualità. Questa è una società il cui fatturato è oggi di 215 milioni di euro e l’anno prossimo faremo il nuovo record. Ma occorre raggiungere un fatturato stabile di almeno 300-350 milioni di euro per mettersi al passo. Barca, Real e Manchester United fatturano mediamente 450-500 milioni, il Bayern 350, il Psg è diverso, un’anomalia legata ai suoi investitori arabi. Occorre aumentare le capacità di fuoco della società, ma tutti quanti dobbiamo capire che non sempre il grande investimento è quello che fa fare il salto. I migliori affari dell’attuale Juve sono stati Barzagli, Pirlo e Pogba, che sono costati in tutto 300mila euro“.

“Il bilancio del Milan è il migliore fra le grandi italiane…”, lo ha detto Galliani giovedì. Ha risposto così il presidente:”Il Milan chiude i propri bilanci al 31 dicembre mentre noi lo facciamo al 30 giugno, è chiaro che certe cessioni del Milan pesano positivamente sugli ultimi conti. Sono gestioni di tipo diverso. La Juve sta progressivamente sempre meglio. Il nostro è un piano quinquennale: vincere e raggiungere l’equilibrio finanziario. Siamo in linea e i parametri del fairplay finanziario non ci preoccupano“.

Quanto pesa la crisi del Paese sulle scelte di mercato? “Siamo perfettamente consapevoli della realtà che sta vivendo il Paese. Detto questo, la società ha i suoi azionisti e a loro risponde. E qui si continua ad assumere, 80 persone solo negli ultimi 18 mesi. Siamo a un totale di 300 dipendenti, calciatori esclusi” 

“Dobbiamo cambiare il calcio italiano”. Lo ha detto il 26 ottobre, citando riforma dei campionati, legge 91 sul professionismo, Melandri sui diritti televisivi, legge sugli stadi e migliore tutela dei marchi. Il menù è sempre quello? “Sì. Quando sono arrivato alla Juve, due anni e mezzo fa, ho trovato una società sostanzialmente apatica, che accettava i risultati che arrivavano e, stadio a parte, non pensava al rinnovamento. Già si diceva che sarebbe stato necessario “cambiare il mondo”, sì, ma prima dovevamo cambiare noi. E’ da lì che siamo partiti e per ritenerci “arrivati” abbiamo ancora da realizzare due cose: la cittadella Juve di Continassa, un’operazione di 340 milioni di euro tra investimenti diretti e indiretti; e l’allineamento del valore della maglia ai livelli dei competitor europei. Finito il percorso interno alla Juve, dobbiamo pensare alla crescita del calcio in Italia. E lì bisogna intervenire su tutto. Trovare in Lega una guida strategica e un piano, sapendo che ci vorranno tra i 5 e gli 8 anni per riportare il calcio italiano ai vertici di quello europeo. Il nostro stadio mi rende felice e orgoglioso, ma da solo non serve, ne occorrono almeno altri dieci. La sicurezza: a Londra, freddo cane, esco da Stamford Bridge con la giacca della società sulle spalle, qualche giorno dopo ero a Firenze e uscire con mia moglie a braccetto dallo stadio era semplicemente impensabile. I marchi: il Censis dice che il giro d’affari dei marchi contraffatti in Italia, non solo sport, è di 8 miliardi di euro, e non succede niente. Legge Melandri: le linee guida sono corrette, sarà la Spagna prima o poi a doversi allineare. Noi nel passaggio al diritti collettivi ci abbiamo rimesso 30-35 milioni di euro. Tutto o.k. ma i paletti sono troppi e troppo penalizzanti, e con le delibere della Lega che finiscono 15 a 5 con le grandi all’angolo ci rimettiamo sempre. Per non parlare dei diritti tv internazionali, dove il gap con gli inglesi è di uno a dieci. E la legge 91, che ancora tiene insieme l’iperprofessionismo e quello di base. I campionati: scenderemo tra due stagioni a 102 squadre professionistiche, beh, sono ancora troppe“. 

In conclusione? “Va ipotizzato un documento comune: una sorta di testo unico dello sport, in cui Coni, Federazioni e Leghe continuino ad avere le loro funzioni, ma all’interno del quale va riscritto praticamente tutto”. 

Juvenews.eu (fonte GdS.it) 

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