AGNELLI a 360°: “Che Berlino sia un punto di partenza”. E poi la stoccata a Tavecchio: “Il calcio italiano…”

AGNELLI a 360°: “Che Berlino sia un punto di partenza”. E poi la stoccata a Tavecchio: “Il calcio italiano…”

TORINO – “La prestazione della squadra a Berlino è un ottimo punto di partenza per il futuro, avremmo potuto vincere. E’ stata una stagione straordinaria che ci deve rendere tutti orgogliosi”. Andrea Agnelli, in conferenza stampa, tira le somme della stagione bianconera. Una stagione che, nonostante la sconfitta di Berlino,…

TORINO – “La prestazione della squadra a Berlino è un ottimo punto di partenza per il futuro, avremmo potuto vincere. E’ stata una stagione straordinaria che ci deve rendere tutti orgogliosi”. Andrea Agnelli, in conferenza stampa, tira le somme della stagione bianconera. Una stagione che, nonostante la sconfitta di Berlino, rimane da incorniciare con il quarto titolo consecutivo vinto, praticamente, per distacco e con la decima coppa Italia conquistata. “Il bilancio con 315 milioni di fatturato della scorso esercizio ci mette in condizione di poter affrontare le grandi potenze europee sul campo”, sottolinea il presidente bianconero lanciando, di fatto, la sfida alla prossima Champions, ma avverte: 

 

“Non pensiate che, perché Milano è vicina, noi saremo lì il prossimo anno. Lavoreremo per provarci, ma l’Europa resta difficilissima: non a caso tutti gli anni le finaliste cambiano”.   E non risparmia, Agnelli, una frecciata al sistema calcio italiano e alla Ficg, guidata da quel Carlo Tavecchio, mai amato dalla società bianconera: “La finale di Champions della Juve e le semifinali di Europa League di Fiorentina e Napoli non sono il successo del calcio italiano, ma di tre società che hanno lavorato molto bene. Non sono stati risultati ottenuti grazie al sistema calcio in Italia”. 

“Mancano gli impianti ma anche un vero progetto sportivo da parte della Federazione – ha aggiunto il presidente bianconero -, con vere e proprie missioni per il calcio professionistico. Non c’é un vero progetto sportivo, mi chiedo qual è il ruolo della Lega Pro, della Lega di B e della Lega di A nel sistema calcio”. “Se il calcio italiano vuole tornare ad avere un ruolo primario a livello internazionale, serve un percorso di medio-lungo termine, di 5-10 anni – ha spiegato ancora Agnelli.

Nessuno ha la bacchetta la magica, serve una condivisione da parte di tutti gli stakeholder e capire come si vuole uscire da questa situazione”. Parlando poi della società che preside, Agnelli ha aggiunto che  “la Juventus non sta cercando e non ha bisogno” dell’ingresso di un gruppo esterno nella compagine azionaria. (rainews.it)

Juvenews.eu

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