ADDIO SOGNI DI GLORIA – La Juve cade al Mapei Stadium. Sansone fa godere Di Francesco

ADDIO SOGNI DI GLORIA – La Juve cade al Mapei Stadium. Sansone fa godere Di Francesco

NEBBIA – Al Mapei Stadium i riflettori sbattono sul muro di nebbia presente a Reggio Emilia. La Juve non ci vede bene, Allegri si sgola in panchina.

NEBBIA – Al Mapei Stadium i riflettori sbattono sul muro di nebbia presente a Reggio Emilia. La Juve non ci vede bene, Allegri si sgola in panchina. L’approccio essere buono con un Pogba che in mezzo al campo prova (e riesce a volta) a dettare i ritmi del gioco. Mandzukic viene affossato in area di rigore, tutto regolare per Gervasoni che lascia correre. Si sveglia il Sassuolo. Di Francesco strizza l’occhio a Berardi e a Sansone, i due, anzi i tre, si intendono a meraviglia. Ci capisce poco invece dall’altra parte Lemina, che troppo ingenuo, commette fallo, si prende il giallo e regala la punizione/gol al Sassuolo. Sansone ringrazia e mette in rete.
Poi ci si mette anche Chiellini. Un vecchietto, stile novellino: il difensore falcia Berardi, si prende il secondo giallo e lascia la squadra in 10.
DRIN DRIN – Non abbiamo sentito quello che ha detto Allegri a fine primo tempo. Le pareti dello spogliatoio bianconero però avranno tremato. I giocatori della Juve scendono in campo con un altro spirito. La nebbia si è alzata, ma arriva la pioggia. Il Sassuolo è rimasto con le gomme da asciutto e pare inchiodato sul terreno. I bianconeri ci provano, Pogba prende in mano la squadra, Cuadrado si sguinzaglia da solo e prova le sue accelerate. Allegri si gioca il jolly Morata al posto di Mandzukic (discreta la sua prestazione). Lo spagnolo dà vivacità alla manovra, dall’altra parte Gervasoni grazia Berardi che già ammonito, calcia il pallone a gioco fermo.

STOP – Chiudete il cassetto dei sogni. Per quest’anno è andata così. La Juve esce sconfitta dal Mapei Stadium e per il tricolore si puo’ fare da parte. Tanti buoni propositi, con la speranza di poter vedere una classifica sorridente a Natale. Il pacco pero’ è arrivato in anticipo. 11 punti dalla Roma capolista, 9 da Napoli e Inter. Non è pero’ solo una questione matematica. La squadra stenta a trovare il ritmo del campionato, una serie A che aspetta, ma non troppo.

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