2013: 5 cose da ricordare e 5 da dimenticare

2013: 5 cose da ricordare e 5 da dimenticare

TORINO – Il 2013 della Juventus è stato un anno pieno di successi, intervallato da delusioni cocenti. I bianconeri infatti quest’anno ha vinto il suo 29esimo scudetto (per molti il 31esimo), la Supercoppa italiana contro la Lazio a Roma, ma ha vissuto serata europee molto meno felici venendo sempre eliminata…

TORINO – Il 2013 della Juventus è stato un anno pieno di successi, intervallato da delusioni cocenti.

I bianconeri infatti quest’anno ha vinto il suo 29esimo scudetto (per molti il 31esimo), la Supercoppa italiana contro la Lazio a Roma, ma ha vissuto serata europee molto meno felici venendo sempre eliminata dalla Champions League, per meriti degli altri e per propri demeriti.

Tra le cose da ricordare di questo 2013 ci sono:

1. Lo scudetto. Dall’arrivo di Conte la Juventus ha vinto per 2 volte lo scudetto, nel 2012 all’ultima giornata dopo una lunga lotta con la corazzata milanista di Ibra e Thiago Silva, nel 2013 invece senza affanni. La Juventus ha dimostrato di essere la più forte e senza rivali.

2. L’affermazione di Pogba. Arrivato a parametro zero dal Manchester United Pogba ha conquistato Conte e i tifosi della Juventus, dimostrando grandi doti tecniche e grande carattere, che lo ha portato a guadagnarsi un posto fisso tra i titolari. Il francese di 20 anni ha conquistato anche la Nazionale grazie alle sue eccellenti prestazioni in maglia bianconera e in questo scorcio di stagione (da settembre a dicembre), è tra i più prolifici della Juventus in campionato con 5 gol segnati. Probabilmente non sarà destinato a vestire per sempre la maglia della Juventus, ma è bene goderselo finché ha quella casacca addosso.

3. L’arrivo di Tevez. Il top player è stato per molte estati (e sessioni invernali di mercato) l’incubo ricorrente di Marotta e del tifoso juventino medio. Per anni alla ricerca del campione che mancava in attacco alla Juventus, in una giornata di luglio ecco arrivare Carlitos Tevez dal Manchester City. C’era chi diceva fosse l’uomo giusto, chi no, chi lo accusava di essere grasso. Lui ha risposto sul campo e ha messo tutti d’accordo, anche sul fatto se meritasse o no la maglia numero 10. 11 gol in Serie A in 17 partite (cosa che non accadeva a un attaccante bianconero dai tempi di Trezeguet) e etichetta da leader indiscusso che orma non gliela staccherà più nessuno. Unico neo le 6 partite di Champions League a secco. Un altro Tevez rispetto a quello di campionato.

4. Le 15 vittorie in 17 partite. La Juventus in questa prima parte di stagione ha collezionato ben 46 punti in 17 partite, chiudendo in testa al campionato con 5 punti in più della Roma, squadra che non ha mai perso una partita. Un ruolino di marcia da record che tutti sperano continui anche nel 2014.

5. Il ritorno di una grande coppia d’attacco. Con Tevez e con Llorente, la Juventus sta riscoprendo una coppia d’attacco di grande livello. Dopo Del Piero e Trezeguet, Del Piero e Inzaghi, Ibra e Trezeguet, i tifosi della Juventus posso godersi una grande coppia di attaccanti che, per ora hanno messo a segno 18 gol tra campionato (11 Tevez e 5 Llorente) e Coppe (0 Tevez e 2 LLorente, entrambe contro il Real Madrid). Chissà se quei due lì davanti riescano a far vincere a Conte il terzo scudetto consecutivo (sarebbe un bel record).

Tra le cose assolutamente da dimenticare ci sono:

1. L’eliminazione con il Bayern Monaco. Uscire contro la squadra poi rivelatasi la più forte di tutte ci può anche stare, ma il modo in cui la Juve è stata eliminata dalla scorsa Champions League fece parlare molto. Tra andata e ritorno gli uomini di Conte presero 4 gol, segnandone e zero e tirando in porta forse un paio di volte in 180 minuti. Una figuraccia, seppur con i futuri campioni d’Europa.

2. La sconfitta di Firenze. Quel giorno lì in pochi lo dimenticheranno, per motivi diversi. La Juventus vinceva 2-0 e ala fine ha perso 4-2. Per la prima volta la squadra di Conte ha subito più di 3 gol e per la prima volta è sembrato potesse scricchiolare qualcosa nella macchina perfetta costruita dal tecnico pugliese. Quella che i fiorentina ricorderanno come una vittoria storica e gli juventini come una sconfitta da dimenticare, in realtà si è rivelata la tappa di partenza per la rinascita. Da quella sconfitta in poi in campionato la Juventus ha solo vinto (9 partite di fila) subendo un solo gol. Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere.

3. L’infortunio di Pirlo. In campionato la Juventus non risentito molto della sua assenza ma in Europa è stata determinante. Il fatto che il numero 21 sia indispensabile per la Juve lo si capisce dal fatto che Conte casmbia almeno 2-3 volte il giocatore per ricoprire il suo ruolo. Prima Pogba, poi Vidal, poi Marchisio. Niente da fre, come lui non c’è nessuno. E a Istanbul la sua presenza e la sua esperienza poteva far girare le cose in maniera diversa, anche su quel campo disastrato.

4. La doppia serata di Istanbul. Forse il capitolo più nero dell’avventura alla guida della Juventus di Conte. Oltre al danno di dover giocare una partita in 2 giorni, tra la neve e un campo assolutamente impraticabile, la beffa di prendere gol all’ultimo minuto da un ex interista, Sneijder, e di essere eliminati dal Galatasaray di Roberto Mancini, un altro ex interista.

5. Il confronto tra Italia e Europa. Qualcosa di cui ormai si parla sempre. La Juve in Italia fa come vuole, in Europa prende schiaffi anche da squadre poco blasonate. Tutto ciò alimenta i soliti dubbi sulla malafede degli arbitri e via dicendo. La Juventus è la squadra più forte in Italia e le poche gioie europee dei bianconeri non fanno altro che confermare il basso livello del campionato italiano, su questo non deve esserci dubbio. Il resto sono parole al vento.

(fonte squer.it)

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