L’EDITORIALE – La Juve vince anche la ‘battaglia del Cibali’

L’EDITORIALE – La Juve vince anche la ‘battaglia del Cibali’

di FRANCESCO REPICENello sport, come nella vita, l’unica cosa davvero importante è darsi degli obiettivi. In seconda battuta scegliere la strada ed il modo per poterli raggiungere. Le vittorie o le sconfitte, saranno la risultante quasi algebrica di questa scelta. Forse solo così si può spiegare il motivo per cui…

di FRANCESCO REPICE

Nello sport, come nella vita, l’unica cosa davvero importante è darsi degli obiettivi. In seconda battuta scegliere la strada ed il modo per poterli raggiungere. Le vittorie o le sconfitte, saranno la risultante quasi algebrica di questa scelta. Forse solo così si può spiegare il motivo per cui Antonio Conte, durante un Catania-Juventus che per i campioni d’Italia vale più o meno un allenamento, “riesce” a farsi espellere assieme al suo collega Maran che di ragioni per essere teso e nervoso ne aveva sicuramente più di lui. Tutto sta nel modo in cui l’allenatore della Juventus ha deciso di centrare i suoi targets, di coronare i suoi sogni. “Tenere alta la concentrazione” non è più solo un principio; è diventato un ‘mantra’ da cui non si può deragliare nemmeno in un match insignficante o quasi.

 

Quel ‘quasi’ riguarda la rabbia -giustificatissima dalla classifica- con cui i rosso-azzurri hanno affrontato l’impegno. C’era qualcosa di più però che avrebbe potuto rovinare la festa alla truppa bianconera: colpi proibiti, gomitate e calcioni potenzialmente in grado di mettere a rischio l’incolumità fisica dei calciatori nel rush finale della stagione e con il mondiale alle porte. La partita d’andata aveva lasciato scorie evidenti nell’umore di qualcuno; di Bergessio in particolare. Gli altri 21 in campo si sono adeguati. Eppure i bianconeri, nonostante l’assoluta mancanza di stimoli, non hanno ‘lasciato andare’, anzi. Hanno accettato la ‘battaglia rispondendo colpo su colpo, vicendo la partita grazie al Carlito’s Way, quel modo di attaccare la porta avversaria che ricorda l’assedio di un branco famelico di piranha alla preda-vittima designata.
“L’arbitro ha espulso me e Maran anche per calmare gli animi in campo”. Tutto vero. Fino a un certo punto però. Perchè chissà cosa avrebbe dato Antonio Conte per partecipare con i suoi giocatori alla ‘battagli del Cibali’.

Juvenews.eu

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