Tevez rischia: un giallo e salta la finale.

Tevez rischia: un giallo e salta la finale.

Le battaglie esaltano uno come Carlitos Tevez, domani ci sarà da combattere con il Benfica, in palio c’è la finale di Europa League, i bianconeri dovranno ribaltare il 2-1 dell’andata, può bastare semplicemente l’1-0, occorre però superare Artur. Tevez lo ha già fatto all’andata, ha interrotto la maledizione europea che…

Le battaglie esaltano uno come Carlitos Tevez, domani ci sarà da combattere con il Benfica, in palio c’è la finale di Europa League, i bianconeri dovranno ribaltare il 2-1 dell’andata, può bastare semplicemente l’1-0, occorre però superare Artur. Tevez lo ha già fatto all’andata, ha interrotto la maledizione europea che durava ormai da cinque anni, in un sol colpo ha messo a sedere due difensori e poi con freddezza ha battuto il portiere portoghese.

 

 

Domani sera allo Stadium è atteso il tutto esaurito, quarantunomila anime pronte a spingere la Juventus ad una data importante, il 14 maggio, giorno della finale che si disputerà proprio lì, nel fortino bianconero. L’Apache non ha paura, lo dice a chiare lettere al quotidiano Tuttosport: “Ma quale paura, dobbiamo soltanto vincere una semifinale. Il gol che non arrivava nelle Coppe, non era un peso prima e a maggior ragione non lo è adesso. Siamo ad una partita dallo scudetto, a questo punto dobbiamo battere l’Atalanta. Ma prima c’è un altro match fondamentale, abbiamo fiducia per l’Europa League. Stiamo facendo un campionato straordinario, sensazionale, siamo una squadra eccezionale. La mia Nazionale è la Juve, non penso all’Argentina. Contro il Benfica sarà dura, ma dobbiamo vincere. Voglio scudetto ed Europa League, siamo scrivendo la storia. Sappiamo quanto la doppietta sia importante per la gente e vogliamo realizzarla”. Non usa il condizionale Tevez, è categorico, “dobbiamo”, “voglio”, l’urlo liberatorio al gol con il Sassuolo la dice tutta sulla sua grinta, sulla sua voglia di non mollare mai sino al triplice fischio finale. Novanta minuti di fuoco con le aquile rosse, c’è anche la possibilità dei supplementari, insomma, c’è aria di battaglia. In un certo senso sembra di tornare indietro di dieci anni, alla semifinale di ritorno con il Real Madrid, al Bernabeu finì 2-1 per i Blancos, al Delle Alpi non ci fu storia, secco 3-1 e Juve in finale a Manchester. Chissà che la cosa si ripeta domani sera, c’è un ‘altra analogia oltre al risultato, Nedved trascinò la Juve in finale, sul finire di gara l’ammonizione gli costò l’atto finale, il ceco scoppiò in lacrime, all’Old Trafford fu costretto a guardare i compagni dagli spalti. Per Tevez la situazione è simile, lui di certo non tirerà indietro la gamba, Conte lo ha definito più volte un leone, ecco, domani sera in campo dovranno essercene altri dieci, sugli spalti altri 41.000, tutti con un solo obiettivo, “sbranare” il Benfica.

Tuttojuve.com

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