Tevez: marcia di tifosi in Argentina per spingerlo al Mondiale

Tevez: marcia di tifosi in Argentina per spingerlo al Mondiale

Hanno creato prima un sito internet, poi una pagina Facebook, infine un hashtag su Twitter. E venerdì arriverà il momento in cui il popolo scenderà in piazza: tutta l’Argentina per Carlitos Tevez. Chiamarla mobilitazione forse è eccessivo, ma l’evento conta già 1500 partecipanti: si vedranno alle 5 all’Obelisco di Buenos…

Hanno creato prima un sito internet, poi una pagina Facebook, infine un hashtag su Twitter. E venerdì arriverà il momento in cui il popolo scenderà in piazza: tutta l’Argentina per Carlitos Tevez. Chiamarla mobilitazione forse è eccessivo, ma l’evento conta già 1500 partecipanti: si vedranno alle 5 all’Obelisco di Buenos Aires e insieme marceranno verso la sede dell’Afa, la Federcalcio con lo scopo di chiedere la convocazione dell’Apache al Mondiale.

 

 

 

il caso — “Sabella ha convocato 71 giocatori nelle 32 partite in cui è stato c.t., ma non ha mai chiamato Tevez”. La protesta avviata un mese fa cominciava con questo incipit: l’attaccante della Juve è chiuso da Higuain, Messi e Aguero, ma a lui gli sono stati e gli vengono preferiti anche altri attaccanti, compreso l’interista Palacio, che però ha caratteristiche diverse. Così, più che una scelta tecnica, a molti è sembrato un boicottaggio, per i problemi sorti tra il giocatore e Grondona, presidente dell’Afa.

sponsor — Tra i principali sostenitori del ritorno in nazionale di Tevez c’è Diego Armando Maradona, che l’ha avuto con sé al Mondiale del 2010. Carlitos gioca anche la Coppa America del 2011 con Batista c.t. e la sua ultima partita con la maglia dell’Albiceleste resta proprio quella con l’Uruguay ai rigori. Sabella, invece, non l’ha mai preso in considerazione. E se non lo hanno fatto cambiare idea i 18 gol segnati finora in serie A da Tevez, capocannoniere del torneo, difficilmente ci riusciranno i tifosi che, in migliaia,venerdì andranno a protestare per “el jugador del pueblo”, nato nei barrios poveri di Buenos Aires e ora idolo incontrastato in Argentina. Per tutti, o quasi. Ma non per il suo c.t. (Gazzetta dello sport)
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