Spinelli: “Venderei Pogba per Di Maria”

Spinelli: “Venderei Pogba per Di Maria”

LIVORNO – Presidente Spinelli, come si ferma la Juve? «Ci penso io». Gioca lei? Magari al posto di Paulinho… «Andrò in panchina per dare la carica al mio Livorno. Voglio vivere la gara da bordo campo, e poi godermi lo spettacolo dello Stadium dal prato». Scherzi a parte, i bianconeri…

LIVORNO – Presidente Spinelli, come si ferma la Juve? «Ci penso io».

Gioca lei? Magari al posto di Paulinho…
«Andrò in panchina per dare la carica al mio Livorno. Voglio vivere la gara da bordo campo, e poi godermi lo spettacolo dello Stadium dal prato».

Scherzi a parte, i bianconeri in casa non hanno lasciato nemmeno le briciole: 15 partite giocate, 45 punti ottenuti.
«Possiamo fermarli, ma è chiaro che non abbiamo la presunzione di mettere sotto la Juve. Però, se faremo tutto alla perfezione, potremo chiuderla sullo 0-0. Saremmo la prima squadra a pareggiare contro i bianconeri in casa loro, ci darebbe una grande carica per il finale di stagione».

Se contro l’Inter ha chiesto alla squadra di dare il trecento per cento, per conquistare un punto a Torino cosa servirà?
«Eh beh, se non diamo il mille per cento ci mangiano. La fiducia che ho nel Livorno, comunque, non mi fa perdere di vista la realtà: per noi la partita della vita è la successiva. In casa contro il Chievo non si potrà sbagliare. Credo fermamente alla salvezza, purché non si perda il prossimo scontro diretto. Per questo ci sta che contro la Juve non giochi Paulinho. E’ tra i diffidati e, se viene ammonito e ce lo squalificano, è un bel guaio. Grazie al cielo non faccio l’allenatore, ma posso dire che uno come Emeghara, negli spazi, può fare male. Poi abbiamo Belfodil che è una bella punta centrale, e Siligardi che ha talento da vendere».

Un calciatore che toglie alla Juve, per aumentare le chance di fare 0-0?
«Vorrei non ci fosse Tevez. Però la Juve è fortissima e allora ne levo anche un altro: Buffon. Così se abbiamo l’occasione giusta ci scappa il colpaccio».

E Pogba?
«Bel giocatore, ma non è Maradona. Se qualcuno offre 80 milioni è da vendere subito. E con quei soldi, fossi io a poterli spendere, andrei a prendere Di Maria. Con 80 milioni, poi, si portano a casa anche Verratti e Cavani. In Italia non si parla più tanto di Pastore, ma in Champions, contro il Chelsea, ha segnato un gran bel gol».

Il Livorno ha tutto per salvarsi, ma c’è anche la possibilità che possa retrocedere. Cosa succederebbe?
«Non prendo neanche in considerazione l’ipotesi, comunque ci siamo già mossi per tempo: i giocatori hanno un contratto per la serie A, e uno per la B. Scendere di categoria è un bagno di sangue, fai fatica, per fare un esempio, a rinunciare ai 10 milioni che mi hanno offerto a suo tempo per Paulinho. Però, con una buona organizzazione, si riparte anche dopo una retrocessione».

Serie A e o B che possa essere, lei resterà alla guida del Livorno?
«Sono stanco, ma sono anche un uomo che non riesce a vedersi senza calcio. Tra Genoa e Livorno, sono in sella dal 1985». Un rimpianto? «Non aver preso Conte».

Intende l’attuale allenatore della Juve, quando era un calciatore?
«Proprio così. Avevo Ruotolo che era un signor centrocampista, ma la dirigenza bianconera voleva Galante e, tra gli altri, mi propose Conte. Gran bravo tecnico, e prima un fortissimo calciatore».

Da lei il Genoa fu portato a una dimensione europea, a Livorno non può succedere?
«Ora è molto più difficile, la forbice tra il fatturato delle grandi e delle piccole è aumentato troppo. Per dire, la Juve sfiora i 300 milioni, noi siamo attorno ai 24. Ecco, magari l’Udinese riesce a togliersi qualche soddisfazione».

FONTE: Tuttosport

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