PAGELLE – Tevez rianima i bianconeri

PAGELLE – Tevez rianima i bianconeri

Buffon 7 Capitola dopo nove minuti sul diagonale col sinistro di Zaza, ma la deviazione di Ogbonna sul sinistro dell’attaccante lo mette fuori causa. Si riscatta alla fine del primo tempo, quando Zaza – sempre lui – ci riprova trovando un muro davanti a sé. Nella ripresa è bravo a…

Buffon 7

Capitola dopo nove minuti sul diagonale col sinistro di Zaza, ma la deviazione di Ogbonna sul sinistro dell’attaccante lo mette fuori causa. Si riscatta alla fine del primo tempo, quando Zaza – sempre lui – ci riprova trovando un muro davanti a sé. Nella ripresa è bravo a valutare un intervento su Zaza, frenando all’ultimo istante: l’avversario simula, e rimedia il cartellino giallo. Perfetto su Floccari, mette in cassaforte il risultato con un paio di interventi risolutivi.  

 

Barzagli 6

Serata complicata anche per lui, che come gli altri colleghi di reparto va alle corde davanti alla velocità degli attaccanti avversari. Va meglio nella ripresa, quando il centrocampo juventino riesce a contenere meglio le ripartenze avversarie.  

Ogbonna 5

Si fa fulminare dallo scatto di Zaza che si invola verso la porta, poi cerca di intercettarne il tiro spiazzando Buffon. Per l’ex difensore del Toro iniziano gli incubi. La velocità dell’avversario lo manda presto in affanno, lui fatica a limitarlo, non lo prende mai. Non vive una gran serata, Conte lo richiama in panchina a un quarto d’ora dalla fine.

Chiellini 6.5

Non vive una serata facile, Sansone gli nasconde la palla neanche fosse un illusionista, lui arranca senza vedere la luce. E’ comunque prezioso nel gioco aereo, dove riesce a far emergere la sua strapotenza fisica. Intelligente nell’uno contro uno, sa leggere alla perfezione la situazione.

Isla 5

Nel primo tempo non si vede quasi mai. Fatica in fase difensiva, in avanti non si vede quasi mai. Non vive una serata brillante, Conte dopo un’ora di gioco lo richiama in panchina.

Pogba 6

Sufficienza di stima. Approccia la sfida con eccessivo nervosismo, quasi inconsueto. Non riesce quasi mai a esprimersi sui suoi livelli abituali. Nel primo tempo fatica, poi cresce alla distanza senza mai incantare. E’ una rarità, per questo fa notizia.  

Pirlo 7

I suoi piedi scrivono poesie, come quella che invita Marchisio al banchetto di nozze per il gol del raddoppio. Il suo assist è un modello da far vedere nelle scuole calcio sparse nel mondo. Prezioso, come l’acqua nel deserto.    

Marchisio 7

Nel primo tempo soffre come tutta la squadra. Nella metà campo avversaria ci sono pochi spazi, spesso è costretto a guardarsi le spalle perché gli avversari ripartono in contropiede. Nella ripresa segna con un tocco di giustezza dopo un assist perfetto di Pirlo. E’ il gol che riaccende la Juve, è una rete che vale un bel pezzo di scudetto.  

Asamoah 5

Perde con troppa leggerezza il pallone che dà l’avvio all’azione del vantaggio dei padroni di casa. Spinge poco, difende poco, una serata in cui le gambe sembrano non rispondere.  

Llorente 6.5

Per gran parte della partita fa unicamente il lavoro sporco. Poi, dal fango dello stadio di Reggio Emilia tira fuori un brillante da 24 carati.

Tevez 7

Rianima la Juve con un destro che si infila a fil di palo: prepara nel migliore dei modi la finalizzazione, poi piazza una rasoiata affilatissima. E’ l’anima di questa Juve, un guerrigliero che sale al potere col coltello fra i denti. E con tutto il popolo juventino dalla sua parte.   

Lichtsteiner 6.5

Prende il posto di Isla regalando maggior equilibrio alla squadra. Ha il merito di servire a Llorente il pallone per il gol del tre a uno che archivia la partita.  

Bonucci sv

Entra in campo nell’ultimo quarto d’ora al posto di Ogbonna.

Vidal sv

In campo negli ultimi minuti, quanto basta per allontanare voci infondate e nefasti presagi. Il cileno c’è. Ed è pronto a un finale di stagione da protagonista.  

Conte 7.5

E’ il migliore in campo, anche se nessuno può vedere la sua prestazione al Mapei Stadium. Ma è facile immaginare le sue parole, i suoi gesti, le sue urla all’interno delle quattro mura dello spogliatoio durante l’intervallo della partita, dopo un primo tempo da incubo. 

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