La Juve di Conte, vincente “a prescindere”

La Juve di Conte, vincente “a prescindere”

“La Juventus deve sempre vincere a prescindere”. Lui è Antonio si, ma non Totò. “A prescindere” in questo senso non è l’intercalare nonsense del Principe della risata. “A prescindere”, nel linguaggio juventino prima delle partite che segnano una stagione, ha un significato preciso, che poi è sempre lo stesso: ‘vincere…

“La Juventus deve sempre vincere a prescindere”. Lui è Antonio si, ma non Totò. “A prescindere” in questo senso non è l’intercalare nonsense del Principe della risata. “A prescindere”, nel linguaggio juventino prima delle partite che segnano una stagione, ha un significato preciso, che poi è sempre lo stesso: ‘vincere non è importante, è l’unica cosa che conta’. “A prescindere” appunto. Dagli avversari, dal clima di uno stadio ostile, dalle polemiche e dalla voglia di far male dell’antagonista. Ora però, proclami a parte, è giusto anche, anzi soprattutto, fare i conti con la realtà delle cose. Tipo, una difesa che è costretta a far la conta tra chi è rimasto sano e chi no. Alla fine, dopo lo stop di Ogbonna e fuori Barzagli, Conte si affiderà a Caceres, Bonucci e Chiellini. La Juventus perde in qualità e quantità nel reparto in cui è tornato ad esaltarsi Gigi Buffon. Non è questione da poco, perchè stando così le cose, la cerniera mediana sarà costretta agli straordinari. Allo stato dell’arte nè Pogba, nè Vidal, stanno assicurando prestazioni in grado di ‘liberare’ Pirlo, guastare le difese altrui e, allo stesso tempo, nuocere alla porta avversaria. E contro la Fiorentina così abile nel palleggio tutto ciò potrebbe rivelarsi un problema. A meno che, l’impatto emotivo della partita non stimoli energie che, al momento, sembrano esaurite. Del resto alla Juventus è sempre stato così, ‘a prescindere’.

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