INTERVISTA – Quagliarella: “Penso solo a vincere”

INTERVISTA – Quagliarella: “Penso solo a vincere”

L’attaccante bianconero si racconta sulle pagine di Men’sHealth, vi proponiamo l’intervista al centravanti della Juventus. La città dove abiti e dove hai abitato? “Ora vivo a Torino, ma sono stato un girovago: napoli, Firenze, Chieti, Ascoli, Genova, Udine. Ma la mia città rimane quella dove sono nato: Castellammare di Stabia.…

L’attaccante bianconero si racconta sulle pagine di Men’sHealth, vi proponiamo l’intervista al centravanti della Juventus.

La città dove abiti e dove hai abitato?

“Ora vivo a Torino, ma sono stato un girovago: napoli, Firenze, Chieti, Ascoli, Genova, Udine. Ma la mia città rimane quella dove sono nato: Castellammare di Stabia.

 

Scuole frequentate?

“Diplomato ITIS”.

Il tuo primo gol, il tuo primo successo.

“Il mio primo gol in serie A l’ho fatto quando giocavo con l’Ascoli, l’ho segnato al Treviso. Era il 14 maggio 2000. Lo scudetto con la Juventus nella stagione 2011/2012 è stato il mio primo vero successo”.

Tatuaggi?

“Uno piccolo sull’avambraccio”.

Fidanzato?

“Libero come l’aria”.

Figli?

“No”.

Obiettivi futuri?

“Giocare il più possibile e vincere”.

Dopo il calcio cosa ti piacerebbe fare?

“Sicuramente restare nel mondo del calcio, come direttore sportivo o magari allenatore. Mi piacerebbe occuparmi dei settori giovanili”.

La vittoria e il gol che non dimenticherai mai?

“Sicuramente il gol realizzato al mondiale 2010 in Sudafrica contro la Slovacchia. Un’emozione indimenticabile”.

La più grande delusione?

“Uscire dai mondiali 2010 in Sudafrica”.

Il tuo idolo?

Vincenzo Montella e Maradona”.

L’allenatore al quale sei più legato?

“Donadoni: mi ha fatto esordire in nazionale e mi ha portato a Napoli. Giocare nella mia città è stato un traguardo incredibile, il sogno di qualunque giocatore”.

Se non avessi fatto il calciatore?

“Probabilmente avrei seguito le orme di mio padre e oggi sarei un ottimo imbianchino”.

Il sacrificio più grande che hai fatto per diventare un campione?

“A 13 anni partire per giocare nelle giovanili del Torino e stare lontano dalla mia famiglia”.

Chi è stato al di fuori dello sport il tuo modello?

“I miei genitori”.

Quali altri sport pratichi per hobby?

“Calcio, calcio e ancora calcio…”.

La tua vacanza perfetta, dove e con chi?

Su una barca, con famiglia e amici in giro per il mondo”.

Il tuo gol più bello e la tua partita più bella?

“Quello con la Samp, un gol segnato da centrocampo contro il Chievo. Poi, con la maglia dell’Udinese, il giorno del mio compleanno, al Napoli. E ancora con la maglia del Napoli, ho realizzato una rete contro l’Atalanta da 35 metri, e il gol segnato con la Juve contro il Chelsea. La partita che ho nel cuore è stata con la nazionale: esordio da titolare con doppietta contro la Lituania nella qualificazione agli europei 2008”. 

Il gol dei tuoi sogni?

“Quello ancora non l’ho realizzato…”.

La giornata tipo del campione?

“Sveglia presto, una colazione sana. Allenamento, pranzo con carni bianche e abbondanti verdure. Al pomeriggio, quando non ho allenamento, un po’ di svago, magari con gli amici, uno spuntino (ho un debole per i dolci) e poi la cena con carni rosse o pesce e ancora verdure. La sera in compagnia degli amici, il cinema, tutte cose molto normali”.

Palestra o aria aperta?

“Aria aperta. Mi piace allenarmi anche sotto la pioggia”.

Quali sono i tuoi esercizi preferiti?

“Sul campo i tiri in porta. In palestra gli esercizi per i pettorali, i bicipiti e gli addominali”.

L’allenamento settimanale?

Di solito il lunedì, dopo la domenica di campionato, è riposo. Martedì e mercoledì allenamento intenso in campo, tanta corsa e anche tanta palestra. Il giovedì partita amichevole, venerdì e sabato tattica a carico minore in vista della partita”.

Il tuo allenamento di base come si svolge?

L’allenamento prevede sempre una parte sul campo e l’altra in palestra, potenziamento di tutti i muscoli, alternato al potenziamento della parte alta e della parte bassa del corpo”.

Come restare sempre in forma?

Alimentazione sana, vita sana, riposo”.

La preparazione mentale: quali sono i tuoi segreti?

“Non ci sono segreti, essere sempre concentrati e pronti”.

Gli infortuni. Come superarli?

“L’infortunio è un imprevisto che può succedere. Devi sempre avere fiducia nel fatto di poterlo superare e lottare per trasformarlo solo in un brutto ricordo”.

Conta più la mente o il corpo per Fabio Quagliarella?

“Sono entrambi fondamentali”.

Potendo rinascere cosa rifaresti r cosa vorresti cambiare della tua vita?

“Rifarei tutto, sbagli compresi, perché alla fine ti aiutano a crescere. Non cambierei nulla”.

Cosa ti piace mangiare?

“Tutto quello che cucina mia mamma”.

La ricetta del tuo piatto preferito?

“Da buon napoletano, la pizza. Da buon stabiese, la pizza salsiccia e friarielli”.

La ricetta che ti fa star bene prima di una partita importante?

Almeno tre ore prima della partita, pasta al pomodoro, petto di pollo o bresaola, e una fetta di crostata”.

Quali sono le doti fisiche richieste a un calciatore come te?

Potenza e velocità di esecuzione”.

Cosa ti piace fare quando non ti alleni e non giochi?

Passare del tempo con gli amici”.

Cosa ti piace del calcio?

“L’imprevedibilità. Nel calcio non c’è mai nulla di scontato”.

Da piccolo cosa volevi fare?

“Il calciatore”.

Conta più il talento o l’allenamento?

“Puoi allenarti quanto vuoi ma se non hai talento…”

Gli atleti che ammiri?

“Michael Schumacher, valentino Rossi, Flavia Pennetta. E i colleghi Xavier Zanetti e Andrea Pirlo”.

Farai anche tu l’allenatore un giorno?

“Mi piacerebbe allenare le giovani promesse”.

Di cosa ha paura Fabio Quagliarella?

“Della vecchiaia ma non della morte”.

Quagliarella e le donne?

“Bellissimo rapporto. Ho una madre spettacolare, una sorella maggiore che  è speciale e anche cinque nipotine: sono beato tra le donne”. 

(Fonte Men’sHealth)

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