Dybala: “Chi sono i giocatori che fanno più scherzi della Juve…”

Dybala: “Chi sono i giocatori che fanno più scherzi della Juve…”

Dybala ha parlato ai giovani ragazzi del Junior Reporter rispondendo alle loro domande

TORINO- Paulo Dybala ha parlato al margine del Junior Reporter rispondendo alle domande dei ragazzi che lo stanno intervistando simulando il lavoro dei giornalisti al Media Center di Vinovo. Ecco le sue parole:

Il tuo primo gol da bambino? Cosa hai provato in quel momento?
“E’ difficile dirlo, non è facile da ricordare, però mi ricordo è che davanti a casa mia, con i miei fratelli, abbiamo disegnato una porta sul muro di casa nostra; mamma e papà quando hanno visto che abbiamo graffiato tutta la casa ci volevano ammazzare. Lì ho cominciato a fare tanti gol con i miei fratelli, avevo circa 2-3 anni”.

Cosa dovrei mangiare per diventare forte come te?
“A questa età devi mangiare tutto quello che vuoi, cioccolati. Poi quando arriverai ad allenarti, quando sarai più grande e il tuo corpo ne avrà bisogno, dovrai mangiare meglio, fare il sacrificio di lasciare queste cose che ti piacciono di tutti e che piacciono a tutti, come i dolci, la Coca Cola, queste cose che ho lasciato io, per sentirti meglio in campo fisicamente. Adesso devi mangiare tutto come facevo io, perchè fino a 15 anni ho mangiato tutto, patatine fritte, tutto”

Quando perdi una partita nello spogliatoio ti metti mai a piangere?
“Una sola volta si, mi è successo, in Argentina, dopo aver perso una finale. Avevo 17 anni, però poi non più. In quel momento era tanta la voglia di vincere e dopo aver perso sono entrato nello spogliatoio e ho cominciato a piangere. Poi per fortuna le altre finali che ho giocato qua le ho vinte, non ho dovuto più piangere”.

Qual è il giocatore che fa più scherzi nella Juve?
“Ce ne sono tanti: Dani Alves è uno di questi, ma anche Gonzalo Higuain, Asamoah, è un bel gruppo. Per fortuna siamo tutti allegri, ci divertiamo dentro lo spogliatoio e questo è lo spirito di un grande gruppo e si vede in campo.”

Come fai a battere delle punizioni così? Potresti venire a fare 2 tiri per il mio compleanno?
“E’ questione di allenamento, non è mai facile. Tante volte rimaniamo anche dopo l’allenamento per allenarci sulle punizioni perchè in partita tante volte sono fondamentali per sbloccare magari una partita chiusa dove serve una vittoria. Per fortuna è una delle mie qualità, l’ho allenata tantissimo in Argentina, a Palermo e lo faccio anche qua alla Juve. Ho anche tanti compagni che hanno questa qualità di calciare bene e guardandoli si impara…Ce l’hai la porta a casa? Ok, se la facciamo io vengo.”

Cosa provi ad essere già un idolo e un esempio per tanti bambini come noi?
“Non è facile rispondere. Mi fa piacere, è bello sentire da ragazzi così giovani come voi queste parole. Cerco sempre di dare il meglio di me, dentro il campo come fuori, perchè oltre un campo di calcio c’è una vita. Ho imparato da grandi giocatori, vedevo tanti grandi giocatori quando ero piccolo. Ora cerco io di dare il buon esempio per i ragazzi che stanno crescendo”.

Con chi ti trovi meglio in squadra? Idoli dei giocatori della Juve? 
“In questo momento Gonzalo Higuain, siamo argentini, viviamo vicini e condividiamo davvero tanto tempo insieme. Il fatto di andare in Nazionale argentina ci ha fatto nascere un’amicizia più grande e il rapporto che abbiamo in campo è quello che abbiamo anche nella vita normale. Avevo due idoli: uno era Del Piero e l’altro Pirlo”.

Tu a che età hai iniziato a frequentare scuola calcio?
“Io ho iniziato quando avevo 4 anni a giocare per una scuola calcio, eravamo in cinque, eravamo i più piccoli e non ci arrivavamo a fare la squadra. Ti do dei consigli: devi fare quello che ti piace, essere felice, se ti piace giocare a pallone devi giocare per felicità non per altre cose. Poi quando sarai più grande avrai altri pensieri e altri obiettivi, però penso che adesso sei giovane e devi fare quello che ti piace”.

Quale è stata la tua emozione allo Juventus Stadium nel sentire il boato del pubblico? 
“E’ stata un’emozione grandissima, me la ricordo perchè è stato il rigore contro il Chievo, abbiamo pareggiato 1-1, non era pieno lo stadio. Ma è stata un’emozione molto grande.” 

Se incontri un difensore più grande di te in campo provi paura? 
“No, perchè penso che dentro il campo per fortuna c’è l’arbitro che ci difende. A volte un po meno, le botte fanno un po male, però fanno parte del gioco. Per fortuna gioco con i difensori più forti d’Italia, quindi gli altri che trovo so come affrontarli perchè mi alleno con i più forti”.

Perchè non ti crescono mai i peli? 
“Penso sia una cosa di famiglia, neanche mio papà ne aveva. Preferisco così, non voglio avere la barba, se posso fino a 30 voglio restare senza”.

Andavi volentieri a scuola? Le materie che ti piacevano?
“No, non mi piaceva andarci, quello è una cosa normale, un periodo per tutti. Ma giustamente mi obbligavano i miei. A scuola poi con i miei amici mi divertivo quello che non mi divertiva invece era svegliarmi presto, mi piaceva dormire…”

A cosa pensi quando segni?
“A cosa penso quando faccio gol? Beh, prima di tutto a mio padre, è a lui che dedico tutti i miei gol. Poi festeggio con i miei compagni e con la mia famiglia che è sempre presente allo stadio a sostenermi”.

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