MERCATO – Nel mirino tre colpi per la Champions

MERCATO – Nel mirino tre colpi per la Champions

TORINO – Li abbiamo visti saltare come grilli ed esultare, oppure accasciarsi sulle seggiole come frutti che si staccano dal ramo, per precipitare con un tonfo a terra. Sono le dinamiche del calcio: quelle da tribuna. Agnelli e Marotta e Nedved e compagnia dirigente. Esaltati o depressi, in bilico sulla…

TORINO – Li abbiamo visti saltare come grilli ed esultare, oppure accasciarsi sulle seggiole come frutti che si staccano dal ramo, per precipitare con un tonfo a terra. Sono le dinamiche del calcio: quelle da tribuna. Agnelli e Marotta e Nedved e compagnia dirigente. Esaltati o depressi, in bilico sulla grande illusione, infine senza parole. Umani, molto umani. E’ una brutta botta perdere così. Certo, la Supercoppa non è la Champions. Ma sono quelle altre dinamiche a salare la pietanza. E a presentare il conto, in qualche modo. D’altra parte, a Doha c’era in palio il primo trofeo del dopo-Conte.

 

E basta dire questo per arricchire il ragionamento. Che affonda in una verità oggettiva. Perché chiudere l’anno con un successo, con la terza Supercoppa in tre anni avrebbe rafforzato ulteriormente l’immagine e la solidità del progetto Allegri. Che poi coincide con il progetto societario. Sarebbe stata la degna conclusione di un semestre cominciato a testa in giù, con il terremoto in panchina, ma presto aggiustato e rilanciato dal nuovo allenatore. Il quale, in sintonia con la società, aveva disegnato la sua scaletta di obiettivi. Il mantenimento del primo posto in classifica in campionato, con “l’obbligo” di arrivare al fondo con uno scudetto in più. L’approdo agli ottavi di Champions League, ma nell’ottica di puntare ai quarti, e poi si vedrà. E la Supercoppa, appunto. Giusto prima di Natale, prima della sosta. Per la società, e per le reazioni dell’ambiente, una vittoria a Doha sarebbe stato il proverbiale cacio sui maccheroni. Invece: avere la Coppa in mano, in pugno, e poi gettarla nel cestino così fa bollire il sangue, e patire il doppio. Una beffa atroce. Che alimenta il malumore. E impone una ripartenza. Tuttosport.com

Juvenews.eu

 

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