MERCATO – Marotta: “Acquisti a gennaio? Interverremo a centrocampo”

MERCATO – Marotta: “Acquisti a gennaio? Interverremo a centrocampo”

MERCATO – Marotta: “Acquisti a gennaio? Interverremo a centrocampo”

Agnelli

TORINO – Il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, è intervenuto ai microfoni di Radio Rai per parlare del futuro della Juventus e di come, il club bianconero, interverrà sul mercato, nella finestra di gennaio. I colleghi di Tmw hanno evidenziato queste parole:

“Cosa è cambiato? Pazienza, consapevolezza. Il gruppo di Allegri rispondeva ai nostri programmi, l’allenatore ha grande professionalità, praticità e nell’anno precedente ha dimostrato grande qualità portando a casa grandi risultati e ricordiamoci in che momento è arrivato alla Juventus. Il calcio è qualcosa che brucia tutto con una facilità estrema e davanti alle prime difficoltà le critiche sono aspre, senza valutare bene il lavoro di una società, azzardando così giudizi negativi”.

Cosa è successo dopo il ko contro il Sassuolo, ultima sconfitta in campionato? “La capacità del presidente è stata quella di capire la situazione, la forza della squadra e dell’allenatore. C’erano elle difficoltà oggettive che andavano eliminate. Sbalzi di risultati anche a causa degli infortuni, della preparazione condizionata dalla Supercoppa in Cina. Abbiamo assemblato una rosa con 10-12 giocatori arrivati da campionati diversi o squadre con meno pressioni. Tutti questi fattori hanno portato a queste difficoltà ma i vertici non si sono fatti trascinare dall’istinto, dall’umore. Bensì da valutazioni oggettive, al di là del campo”.

Su Morata: “Giocatore giovane che ha bisogno di una crescita. Quando si lavora con i giovani bisogna avere pazienza. La capacità della società e dell’allenatore è quella di far crescere questi giocatori, facendoli diventare professionisti e uomini. Non ho mai visto un campione giovane che si è affermato repentinamente nel giro di poche settimane. Di fronte a un ragazzo del 1993 bisogna valutare il lavoro fatto in un anno e mezzo. E per me ha fatto molto bene, segnando con regolarità in una competizione come la Champions League”.

Su Mandzukic: “Mandzukic è il profilo del giocatore che cercavamo, con forza, dinamismo e temperamento. Un giocatore dalle caratteristiche che si sposano con Dybala e Morata. Ha avuto all’inizio dei problemi, considerato che si doveva ambientare in un campionato diverso come quello spagnolo e tedesco e non dimentichiamoci che è stato condizionato da un infortunio. Poi col tempo si è ambientato. Nella storia della Juventus ci sono stati grandissimi campioni che hanno avuto bisogno di tempo per adattarsi, un nome su tutti è Michel Platini”.

Qual è la squadra più pericolosa? “Mancini si nasconde ma l’Inter ha una grande qualità. Io dico che l’Inter è in assoluto la squadra più pericolosa. Ha una squadra con esperienza e un allenatore molto bravo, che ha assemblato giocatori magari non di grandissima qualità ma di grandissimo agonismo. Squadra cinica che è prima con merito, una squadra che non bada all’estetica ma alla sostanza. Con pochi gol è riuscita ad essere in testa alla classifica, anche perché ha la difesa migliore. In definitiva l’Inter è la squadra da battere”.

Su Allegri: “Il calcio brucia tutto con una velocità estrema, ma si devono valutare le cose oggettivamente e Allegri ha qualità e professionalità. Certo, il conforto dei risultati è fondamentale. Noi siamo contenti dell’allenatore, vediamo che intorno si fa del fantamercato. Il tecnico è legato a un contratto ma chiaramente dipende anche dalla sua volontà. Mai come oggi l’allenatore deve avere capacità gestionali”.

Sugli italiani in rosa: “Sono assolutamente per il Made in Italy. L’Italia non deve imparare nulla né come calciatori né come allenatori”.

Su Dybala e Zaza: “Credo che entrambi abbiano ancora potenzialità inespresse e dato meno di quello che ci daranno in futuro. Sono certo che con l’esperienza accumulata in questa stagione già dal prossimo anno saranno ancora più importanti”.

Sul mercato: “A livello difensivo stiamo bene. Consideriamo che abbiamo alcuni nazionali come Barzagli, Chiellini, Bonucci. Poi il miglior Under 21, Rugani, che ha avuto poche possibilità di giocare anche perché i titolari per nostra fortuna non si sono infortunati. I problemi legati agli infortuni semmai li abbiamo avuti a centrocampo ed è lì che guarderemo. Certo, la parola mercato di riparazione è per noi impropria, considerato che non dobbiamo riparare nulla. Chi può arrivare? Difficile dirlo”.

Sulla rabbia di Allegri nel finale di Carpi-Juventus: “Reazione comprensibile e condivisa da parte della società. Certi cali di concentrazione inaccettabili, non si puo compromettere il risultato per banalità o mancanza di attenzione”.

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