MERCATO – Bartomeu: “Pogba è un grande giocatore, ma dipende dalla Juve”

MERCATO – Bartomeu: “Pogba è un grande giocatore, ma dipende dalla Juve”

Che al Barcellona piaccia Paul Pogba non è un mistero, ma ad alimentare il fuoco del potenziale affare dell’estate ecco le parole di Josep Maria Bartomeu. Il patron blaugrana, pur tenendosi a debita distanza dal legame tra francese e Juventus, strizza l’occhio al centrocampista. Lo fa dalle colonne della ‘Gazzetta…

Che al Barcellona piaccia Paul Pogba non è un mistero, ma ad alimentare il fuoco del potenziale affare dell’estate ecco le parole di Josep Maria Bartomeu. Il patron blaugrana, pur tenendosi a debita distanza dal legame tra francese e Juventus, strizza l’occhio al centrocampista.

Lo fa dalle colonne della ‘Gazzetta dello Sport’, dove parla così del talento bianconero: “No comment. Ha un contratto con la Juve, club per il quale abbiamo massimo rispetto. Posso dire che Paul è un grande giocatore, poi bisognerà chiedere alla Juve se lo vogliono vendere. E capire la strategia di Raiola”.

Passando alla Champions, invece, il numero uno dei catalani mostra di temere ‘Madama’: “Un club che negli ultimi anni ha fatto un lavoro eccellente per tornare al suo posto, soprattutto in Europa. Conosco bene i suoi dirigenti, lavorano con discrezione ed energia e hanno messo su una squadra spettacolare. La Juve è il pericolo occulto della competizione: avanza piano piano, senza far rumore. La vedo in semifinale, col Monaco è favorita”.

Al Barça, per sostituire Zubizarreta, è stato scelto l’ex ds del Milan Ariedo Braida: “Lo conoscevo da tempo, un amico mi ha consigliato di prenderlo – svela Bartomeu – Persona onesta, gran lavoratore, ottimo professionista: ho pensato che la coppia Braida-Rexach, uno per il cacio internazionale e l’altro per quello nazionale, poteva funzionare”.

 

Parole importanti, da Bartomeu, quelle rivolte a Lionel Messi: “Impossibile che venga venduto. Chi lo dice lo fa per destabilizzare. Leo è cresciuto qui al Barça e qui al Barça si ritirerà. Penso sia anche il suo obiettivo”.

Sullo scarso ‘feeling’ tra l’argentino e Luis Enrique, il presidente chiarisce: “È stata incredibilmente esagerata. In ogni squadra ci sono frizioni tra giocatori e allenatore. È normale. Succede in ogni ambito lavorativo. Una buona squadra cresce sul binomio conflitto-soluzione”.

Infine il Clasico contro il Real Madrid, atteso dalla Spagna intera: “Importante, ma non decisivo, mancano ancora tante giornate. Basta pensare al nostro calendario in aprile: Siviglia fuori, andiamo a Parigi, riceviamo il Valencia, poi il Psg e quindi abbiamo il derby a casa dell’Espanyol. E dovremo andare al Calderon. C’è molta Liga dopo il Clasico”. (goal.com)

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