Juve, Zaza: “Prima o poi tornerò alla Juve”

Juve, Zaza: “Prima o poi tornerò alla Juve”

TORINO – Simone Zaza, 23 anni, sorpresa delle convocazioni, sogna ancora la Juve: «Che i bianconeri possano ricomprarmi è un attestato di stima – racconta dal ritiro azzurro di Coverciano – ma io volevo giocare nel Sassuolo, perché penso di crescere ancora tanto. Poi è chiaro che l’obiettivo di ogni…

TORINO – Simone Zaza, 23 anni, sorpresa delle convocazioni, sogna ancora la Juve: «Che i bianconeri possano ricomprarmi è un attestato di stima – racconta dal ritiro azzurro di Coverciano – ma io volevo giocare nel Sassuolo, perché penso di crescere ancora tanto. Poi è chiaro che l’obiettivo di ogni giovane è arrivare a giocare in un top club, e la Juve è uno di questi». Ma al momento basta la Nazionale: «Essere qui è una bellissima soddisfazione, una nuova esperienza per me – dice Zaza – ed è anche un premio per il Sassuolo, che fa giocare molti italiani.

 

Se sono qui è anche per Di Francesco, che mi ha dato fiducia, e per i miei compagni». Vuole arrivare in alto: «L’impatto con Conte è stato positivo, potrei interessargli, e io cerco di dare tutto me stesso. Spero che questo sia un punto di partenza, perché vorrei affermarmi come uno degli attaccanti più importanti in Italia, meglio se il più forte». Può sembrare abbia un’aria da bullo, ma non è uno spaccone: «Dissi che non ero ancora da Juve? E lo penso ancora, perché non è che abbia fatto un anno perfetto: spero che invece questo sia il mio anno: farò di tutto per essere qui anche le prossime volte». Di certo è un duro, anche per i falli che fa sui difensori: «Ma ho già iniziato a darmi una calmata, e sarebbe stato meglio qualche gol in più e qualche ammonizione in meno». Ha modelli niente male: «A me piace Ibrahimovic, anche se il mio idolo da bambino è sempre stato Van Basten, che rispetto a me è tutt’altra cosa. Ma cerco di prendere qualcosa da tutti». Con il talento che ha, gli resta solo da lavorare: «Devo migliorare in tante cose, per esempio con la mia altezza dovrei essere più bravo di testa. E poi durante la partita dovrei migliorare nella scelta de tempi, in base ai movimenti degli avversari». Il primo incontro con il ct è andato bene: «Conte vuole tanta intensità e concentrazione, abbiamo lavorato molto tatticamente, perché molti giocatori non l’hanno mai avuto». Confermato il piglio del tecnico: «Quando c’è l’allenamento non guarda in faccia a nessuno, va avanti dritto per la sua squadra». Sceglie un aggettivo per lui, di quelli indicati da Conte per l’Italia (orgogliosa, umile e cattiva): «Dico orgoglioso, di me stesso, e se non fossi stato umile non sarei qui adesso. E penso di essere anche abbastanza cattivo». (La Stampa)

Juvenews.eu

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