Juve, ecco il piano: Witsel con Mkhitaryan

Juve, ecco il piano: Witsel con Mkhitaryan

TORINO – Nella sfera di cristallo ci sono due Juve, che non si guardano a specchio, con vista sulla prossima stagione. L’una ha Paul Pogba nel motore, confermato senza spargimento di rimpianti, almeno fino all’estate 2016; l’altra non contempla la permanenza del francese, non certo per un attacco improvviso di…

TORINO – Nella sfera di cristallo ci sono due Juve, che non si guardano a specchio, con vista sulla prossima stagione. L’una ha Paul Pogba nel motore, confermato senza spargimento di rimpianti, almeno fino all’estate 2016; l’altra non contempla la permanenza del francese, non certo per un attacco improvviso di masochismo da parte dei vertici bianconeri, ma perché per le leggi del mercato, la vil pecunia conta più di tutto. In corso Galileo Ferraris, dunque, si ragiona in base a questa duplice ottica, aspettando che giunga la famigerata offertona capace di sconquassare qualsiasi certezza sotto il solleone.

 

SE PAUL PARTE – Non è un mistero il fatto che a giugno il Polpo possa decidere di abbandonare la compagnia, immerso in ragionamenti meramente economici (fra Psg, Bayern, Real, Barcellona e i due Manchester, si fa fatica a escludere chi possa offrire 100 milioni alla Juve e una decina d’ingaggio al giocatore) e fors’anche legati alle sue prospettive di crescita: se Pogba saluterà a giugno, anziché fra un anno e mezzo, evidentemente riterrà di aver fatto il massimo con la Juve. Via il Polpo, dunque, il mercato in entrata potrà scatenarsi. A partire da Alex Witsel, 26 anni, eclettico centrocampista legato allo Zenit San Pietroburgo fino al 2017. Può fare il mediano con licenza di inserirsi, agire sulla trequarti, dirigere le operazioni in regia, alla Pirlo, e pure tramutarsi in ala adattata. Ma non si commetterebbe un errore se venisse utilizzato nel ruolo di Pogba. Beppe Marotta e Fabio Paratici, durante la finestra invernale del mercato, hanno “casualmente” incrociato Luciano D’Onofrio, dirigente dello Standard Liegi, qui nel ruolo di intermediario. D’Onofrio, a suo tempo, mise lo zampino nell’affaire Zidane-Juve e ora può tornare artefice di un’operazione non altrettanto “mostruosa” a livello di appeal, ma insomma… Gli uomini mercato bianconeri devono approfondire i discorsi con l’entourage del calciatore, ma i contorni economici sono chiari, mentre i media belgi già raccontano di un trasferimento sicuro a giugno (mancherebbe solo il check in, per loro…). I soldi, dunque: nel 2012 lo Zenit sborsò 40 milioni tondi tondi al Benfica che, allora, siglò una succosa plusvalenza (l’aveva pagato solo 8 un anno prima); i russi hanno “sparato” una richiesta di 50, per la Juve il cartellino vale fra i 20 e i 25 e le confidenze dello stesso D’Onofrio, in questo senso, tendono a combaciare con la valutazione fatta dai bianconeri. (tuttosport.com)

 

Juvenews.eu

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