Una vita da mediano: la sfida Marchisio-Rincon, entrambi a caccia di certezze

Una vita da mediano: la sfida Marchisio-Rincon, entrambi a caccia di certezze

Il principino cerca continuità, mentre il venezuelano vuole dimostrare che la Juve ha sbagliato a cederlo dopo soli sei mesi in bianconero

TORINO – Allo Stadium torneranno a incrociare le spade un generale e un principe. Saranno rivali, eppure avevano la stessa uniforme solo sette mesi fa: a metà maggio Claudio Marchisio e Tomas Rincon hanno disputato insieme la loro ultima grande partita giocata dall’inizio. Il 17 di quel mese c’era la finale di Coppa Italia tra i bianconeri e la Lazio, e la mediana a due di Allegri cambiò padroni per una sera: il Principino e el General, al posto dei collaudatissimi Pjanic­ e Khedira. La Juve alzò la Coppa, poi sarebbe arrivata Cardiff, in cui l’italiano giocò 19 minuti in apnea e il venezuelano non fu neanche portato in panchina: da allora le due traiettorie hanno preso strade opposte. Marchisio fatica a ritrovare il suo spazio vitale nella storica dimora; Rincon ha cambiato sponda cittadina e, senza sbalordire, sta abbastanza bene nel ruolo di leader nel Toro di Mihajlovic. Oggi si affronteranno a centrocampo con spirito diverso: il Principino bianconero è in un momento complesso, uno dei più delicati nella lunga storia con la sua Signora. Ormai deve sfruttare anche le briciole che gli vengono concesse: Marchisio ha tirato la carretta per anni, strappato applausi e meritato carezze, ma gli ultimi guai al ginocchio lo hanno limitato nell’ultimo anno e mezzo. Lo hanno tolto dai riflettori in maniera troppo brusca: anche ilruolo di vice­Pjanic sembra essere ormai cucito al baby uruguagio Bentancur e, quindi, almeno la Coppa Italia può essere l’occasione di risalire nelle gerarchie di mezzo

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