Sturaro: “Napoli e Real, che bei ricordi”

Sturaro: “Napoli e Real, che bei ricordi”

Stefano Sturaro ha parlato ai microfoni di JTV: ecco le sue parole

di redazionejuvenews

TORINO – “Mi sento come se fossi quasi un “vecchio” dello spogliatoi e allo stesso tempo mi sento bene. Avevamo bisogno di questa piccola pausa, abbiamo giocato molto e abbiamo giocato molto di più delle altre squadre”, parole e musica di Stefano Sturaro, intervistato quest’oggi a JTV.

Primo argomento? La cavalcata fatta finora, e quella che ancora c’è da fare: “Non siamo macchine – dice – quindi è normale che ci possa essere qualche calo nel nostro performance. Abbiamo un mese molto intenso ad aprile, dopo il Milan c’è il Real Madrid e dobbiamo prepararci bene per queste imminenti sfide con tanta energia”.

Toccherà stare tutti sull’attenti. Pure Allegri, che oggi ha ricevuto la Panchina d’Oro: “Faccio i complimenti al Mister per la Panchina d’Oro – risponde subito Stefano -, lui dice che è merito nostro, ma non dobbiamo dimenticare chi come lui e il suo staff lavora con noi e per noi tutti i giorni”. Tutti uniti per sconfiggere gli azzurri: “Il Napoli mi evoca molti ricordi, come il mio gol… Al momento la classifica dice che siamo le due squadre che gareggeranno per lo scudetto, ma non sappiamo cosa ci aspetta in futuro. Un futuro che comincia dal Milan: si tratta di scontri diretti, partite particolari, dobbiamo come sempre prepararla bene e fare il massimo, per poi voltare pagina e pensare alla sfida successiva”.

Ah, pure il Real non sfigura tra i ricordi di Sturaro: “Il Real Madrid? Sono bei ricordi, anche quelli che mi legano al Real Madrid. Due mesi dopo il mio esordio giocavo una semifinale di Champions League da protagonista, e questo conferma come Allegri sia bravo a lanciare anche chi è appena arrivato. Quanto a me, non penso al gol in sfide del genere: il mio ruolo è un altro, anche se certamente gol e assist sono grandi gioie personali. Cerco sempre di farmi trovare pronto e a disposizione di Mister e Società, e fin quando vorranno io sarò felice di restare qua”.

Infine, una battuta sul suo carattere: “Un aggettivo che mi rappresenti? Grinta, ma anche abnegazione. Il mio lavoro è silenzioso e costante, ed è questo che cerco di dare alla Juve: la costanza è importante, al di là degli aspetti tecnici e fisici, perché si fatica a salire in alto, ma ci vuole un attimo per scendere”.

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