Il soldato Sturaro e gli ordini del sergente Allegri

Il soldato Sturaro e gli ordini del sergente Allegri

Stefano Sturaro potrebbe essere la scelta a sorpresa di Allegri contro il Tottenham: ecco perché…

Stefano-Sturaro

Di Cristiano Corbo

TORINO – Le carte in tavola, Allegri, le ha prese e le ha svelate tutte. Una alla volta, senza fretta, ma col miglior respiro che potesse prendere: quello che trasuda tranquillità. Sul suo block notes ha appuntato tutti i movimenti degli esterni del Tottenham: sa dove si andrà a piazzare Eriksen, come Chiellini e Benatia potrebbero disinnescare Harry Kane. E poi sa che Dier dà fastidio, che Son se ti scappa non lo prendi, e che Matuidi sarebbe servito: tipo il pane a tavola, tipo il dolce perfetto dopo un pranzo così e così.

Gli occhi fissi sulla sorte non hanno aiutato: anzi, è accaduto quel che mai avrebbe voluto. Si può fare a meno dell’unico – probabilmente – imprescindibile? Sì, si deve. Perché un conto è potere, un conto è prendere atto che nella partita più importante (finora) ti ritrovi senza il centrocampista da mille chilometri sul gruppone e un’intelligenza fuori dal normale. Allora restavano due cose da fare: la prima, stilare una lista di possibili contrattacchi; la seconda, vedere le condizioni di Marchisio.

Bentancur sembrava il rincalzo ideale: avrebbe fatto quadrare i conti in termini di qualità, sebbene la Juve abbia ora bisogno di manforte sull’out mancino e nella mediana che lo precede. Marchisio, invece, avrebbe impersonato il lusso delle notti che contano: ma due partite così, sul ginocchio, pesano e preparano un po’ di domande a cui nessuno ha mai risposto. Poi c’è lui, c’è chi non molla mai. Nonostante prese di posizione affrettate e il vociare del web che sconfina con il suo carattere da morditore di caviglie. Nonostante i preconcetti e un voler continuamente distribuire troppa leziosità al calcio. Lui no, lui è concreto. E nella ressa, vien fuori di carattere.

Allegri ha pensato a Sturaro: l’ha fatto perché, lo stesso lavoro che verosimilmente farà su Eriksen, lui sa già come farlo, come approcciarlo, come renderlo importante. Lo sa perché l’ha già svolto: allora era su James Rodriguez, ancora al Real Madrid e in una partita che valeva l’andata della semifinale di Champions. Insomma, in certe notti Stefano sa starci. E sa divertirsi, alzando il pressing e proponendosi. Quindi, facendosi vedere per saziare il palato del suo mister: che non sarà il più fino, ma è quello di uno che sa bene cosa aspettarsi da determinate storie e determinate notti.

Il piatto forte? Sturaro, e chi l’avrebbe detto. Di sicuro, non Stefano; di certo, solo Max.

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