Primavera, Juve-Milan termina a reti inviolate: spicca Di Pardo

Primavera, Juve-Milan termina a reti inviolate: spicca Di Pardo

Termina senza reti Juve-Milan del Campionato Primavera: partita senza grandi emozioni

di redazionejuvenews

Dal nostro inviato a Torino, Cristiano Corbo

E’ un antipasto. E come tutti gli antipasti fatica a saziarti. A Vinovo splende un sole a metà: è quello della Juve Primavera, che affronta i pari età del Milan e che si prende giustamente sul serio. Del tipo: tatticamente è una partita importante, fatta d’intensità, di voglia, di gambe non tirate. Del resto, ci si gioca tanto, e non solo i playoff. Ci si gioca un pezzo di futuro e una parte importante chiamata ‘riconferma a determinati livelli’.

Dal Canto lo sa, e allora va di tridente pesante: Kulenovic si prende l’attacco e la nove, alle spalle Jakupovic e Portanova tentano di prestargli più di qualche attenzione. Soprattutto quest’ultimo, che sull’out mancino ha un avversario niente male come Bellanova. Oh, c’è pure Mastour. Proprio lui. Che impazza sul vertice destro e tenta talvolta di rientrare. Con Vogliacco non gli capita mai, come a dire: i gioielli sono ben altri. E non per forza allo Stadium questa sera.

E il primo tempo è un assolo di nulla, con gli estremi della frazione di gioco che pullulano false emozioni. Loria bene, Pereira meno; per i rossoneri Pobega è il più pericoloso: partendo dal sesto minuto, quando un cross di Mastour è costruito proprio per la sua testa. Lui spizza, la palla va a lato. Fernandes prova poi a giochicchiare, ma è ancora Pobega a prendersi la scena: stavolta ha sul sinistro la botta del vantaggio, ma Loria si distende alla perfezione e mette in angolo.

E’ il quarantesimo, e qualcosa si muove: dalla bandierina c’è un interessante cross di Jakupovic, e Guarnone non lo segue. Sul secondo palo, ecco Portanova: con lui, pure il suo tentativo di testa a lato. D’un passo a lato. Al quarantatré, risponde Bellanova: il destro percorre tutta l’area senza trovare appoggi d’alcun tipo. Ed è l’ultima della breve serie di emozioni del primo tempo.

Ripresa? Ah, si parte bene. Con una testata di Kulenovic su cross di Di Pardo: palla a lato, niente di concreto. E dieci minuti dopo, con un assolo di Portanova che sorprende tutta la difesa milanista: esce bene Guarnone. Occassionissima per la Juve al 15esimo del secondo tempo: ventitré metri di speranza per Jakupovic e il suo sinistro. Nulla: va di pugni Guarnone, che lascia la palla in zona Kulenovic. Fortuna – rossonera – che il destro si spenga a lato. Pure questo.

A metà della ripresa è un continuo tentare: prima Pobega dal limite, para Loria; quindi Jakupovic dalla stessa posizione del lato opposto, bravo ancora Guarnone. Alla fine? Ad evidenziarsi è Di Pardo e la sua ennesima discesa sulla fascia: grande, grandissima percussione che termina solo con una forbice stretta di Campeol, giustamente ammonito. Sullo sviluppo del piazzato, tocco di mano rossonero giudicato involotario: avrebbe cambiato probabilmente le sorti del match. Come non le cambia il colpo di testa di Forte o il tentativo dal limite di Montaperto: super stacco e super tiro, zero risultati. Che vuol dire zero emozioni: leitmotiv di tutta questa partita, provata a rianimarla dal destro ancora di Montaperto preso in due tempi dal portiere rossonero.

Il forcing finale è disturbato, disordinato, impacciato. Ma è soprattutto vanificato dal fischio finale: pareggia il Milan, che  si gode i due punti di vantaggio sui bianconeri e l’immagine di Montaperto con le mani sul volo dopo l’ultimo tentativo al volo. Ci ha provato, la Juve. Ora ha una montagna da scalare per arrivare ai playoff, e le sole forze di Dal Canto potrebbero non bastare.

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