Locatelli: “Gol alla Juve emozione più grande in carriera”

Locatelli: “Gol alla Juve emozione più grande in carriera”

Il giocatore ha parlato

di redazionejuvenews
Notizie Juve, bianconeri e Roma su Locatelli

TORINO – Il centorcmapsita del Sassuolo e della Nazionale Italiana Under 21 Manuel Locatelli ha parlato dal ritiro della Nazionale nel quale si trova, ricordando l’annata passata e raccontando le sue speranze per il prossimo futuro. 

“Per me è una bella emozione e un grande onore essere qui, la parte che conta davvero è adesso: abbiamo tutto per provare a vincere questo Europeo. Esordio? Avremo lo stadio pieno, sarà emozionante: dovremo sfruttare l’occasione a nostro vantaggio. La Nazionale a tutti i livelli sta scrivendo pagine importanti: ci siamo emozionati tutti per la vittoria delle ragazze, abbiamo tifato per l’Under 20, la Nazionale maggiore ha dimostrato di credere nei giovani con il lavoro del ct Mancini e noi dovremo fare la nostra parte”.

SASSUOLO – “E’ stata una stagione importante per me, ho trovato continuità e fiducia, un allenatore come De Zerbi che è stato importante, mi sono guadagnato spazio e così arrivo a questa manifestazione consapevole delle mie qualità”.

GOL ALLA JUVE – “Quella rete alla Juve è stata l’emozione più grande in carriera e forse è arrivata presto, ma ora voglio guardare avanti e realizzare altro di importante. Mi rimarrà nel cuore quel ricordo così come il Milan però adesso vado avanti: il Sassuolo ha dimostrato di avere fiducia in me, ha investito tanto e io, pur senza rinnegare il passato, penso al presente e al futuro. Mi sento più maturo”.

OBIETTIVO – “Quando arrivi a giocare in Nazionale la concorrenza è all’ordine del giorno, è la normalità. Ed è positivo perché quando affronti una competizione del genere vuoi che la tua squadra abbia i migliori giocatori a disposizione. E’ stato bello fare parte anche della precedente spedizione anche se in questa mi sento più protagonista. Cercheremo di vincere, anche per i ragazzi che c’erano prima: gente come Berardi, Bernardeschi, Petagna mi ha fatto sentire uno di loro”.

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