Lo sVARione: Polemiche finite? Chiedere a Pioli, Oddo e Donadoni

Lo sVARione: Polemiche finite? Chiedere a Pioli, Oddo e Donadoni

La tecnologia torna a far discutere dopo un weekend apparentemente tranquillo. A protestare sono Fiorentina, Udinese e Bologna. E qualcuno ha anche ragione

di redazionejuvenews
VAR

TORINO – La tecnologia non toglie le polemiche. Ormai è una certezza. Una sentenza che dimostra come in Italia l’arte del lamento non morirà mai. E la colpa non è di certo del VAR, ma del modo in cui viene applicata, o interpretate. Lo dimostra l’ultimo weekend di Serie A, dove Fiorentina, Bologna e Udinese si sono lamentate per delle partite decise (o quasi) da episodi decisamente controversi. Ci sarebbe anche da analizzare un episodio di Roma-Benevento, ma all’Olimpico il match era già deciso e il rigore per i padroni di casa non incide sul match.

Viola di rabbia

Il VAR salva la Juve o Guida? La risposta sarebbe facile, ma la decisione non chiarisce nulla. L’azione è semplice, fallo piuttosto evidente di Simeone su Alex Sandro e calcio di punizione per la Juventus. La decisione però di Guida, aiutato dall’arbitro al VAR, lascia molto discutere. Si decide infatti che il doppio tocco di Alex Sandro cadendo sul contrasto sia involontario, questo dunque non rimette in gioco Benassi e rigore per la Fiorentina tolto. Nel postpartita Stefano Pioli si lamenta per la decisione e la colpa non è sua, né tantomeno di Alex Sandro, il cui tocco è difficile da decifrare. Sarebbe stato sufficiente fischiare l’evidente fallo di Simeone sul difensore brasiliano per evitare qualsiasi tipo di polemica.

I dubbi della domenica

La giornata, come sempre, si fa incandescente alle 15 di domenica. Due i campi da analizzare, San Siro e il Grande Olimpico. Partiamo da Milano, dove l’Inter batte il Bologna di un Roberto Donadoni furioso nel postpartita. Nei minuti finali del match D’Ambrosio respinge un cross dei rossoblu con la mano, tocco evidente e braccio largo per il difensore nerazzurro. L’unica discriminante a favore del numero 33 dell’Inter è la distanza dal cross, quantificabile in circa un metro. Troppo poco, secondo l’arbitro Valeri, per valutare la volontarietà del tocco di mano e per questo nessun rigore per il Bologna. La rabbia di Donadoni è giustificabile, perché spesso si sono viste massime punizioni date per falli di mano meno evidenti rispetto a quello di D’Ambrosio. Qui non è colpa del VAR, né tantomeno di Valeri, ma di un regolamento decisamente poco chiaro che non può permettere alla tecnologia di chiarire uno degli episodi più discussi di tutti. Chiudiamo con il gol annullato all’Udinese, per un fuorigioco di Maxi Lopez in occasione della rete di Barak. L’argentino viene scavalcato nettamente dal pallone (altezza della sfera sopra la testa dell’attaccante 3.4 metri, impossibile dunque da raggiungere). Viene definita come decisione corretta perché Maxi Lopez entra in contatto con Burdisso, impedendogli di contrastare Barak sulla conclusione dopo la traversa di Lasagna, ma dalle immagini si vede come l’argentino sia in piedi davanti al centrocampista dell’Udinese in occasione del tiro che finisce alle spalle di Sirigu. Sinceramente, inspiegabile sia la decisione che le successive giustificazioni date da tutti sulla scelta dell’arbitro Abisso e dell’assistente al VAR Maresca.

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