La mutazione genetica del Pipa: da bomber a uomo squadra

La mutazione genetica del Pipa: da bomber a uomo squadra

Segna meno e corre di più, è il nuovo Higuain

di redazionejuvenews

TORINO – Segni al Napoli e poi ti areni. Gonzalo Higuain ha esultato l’ultima volta in campionato al San Paolo (1° dicembre 2017), poi per cinque partite ha festeggiato solo le reti altrui.Dev’essere il prezzo da pagare per il gol dell’ex, visto che già l’anno scorso il Pipita scontò la rete agli azzurri con quattro turni di astinenza. La sosta lo ha rigenerato e ha aggiunto serenità a un periodo già molto felice nel privato (grazie all’amore rinato con la ex Lara); l’obiettivo è ritrovare anche il gol perduto, perché per quanto Higuain abbia subìto una mutazione genetica nell’ultima stagione, trasformandosi da bomber seriale ed egoista in attaccante con forte vocazione al sacrificio e al servizio della comunità, nessun centravanti sopravvive a lungo senza segnare. Anche per migliorare la media stagionale, visto che il Pipita non era mai stato così poco prolifico nei suoi anni europei.  I dati statistici parlano di una rete ogni 177 minuti, ovvero una ogni due gare giocate. Ancora peggio del primo anno al Real Madrid (2007­08), quando dopo lo stesso numero di partite viaggiava alla media di una ogni 160 minuti. Al Napoli la stagione peggiore fu il 2014­-15 (una ogni 154 minuti), alla Juventus aveva abituato i tifosi a un gol ogni 101 minuti. L’annata top è stata il 2011­-12, quando in Spagna arrivò a gennaio con la media di uno ogni 59 minuti.  Le cifre lo confermano: il Pipita versione 2017-­18 è sopra la media ruolo per palle recuperate (3.11 a partita), contrasti vinti (0,58), occasioni create (1,11), passaggi positivi (18,16) e sponde (3). Un esempio per tutti: così l’ha definito Gigi Buffon dopo la gara con l’Udinese (6 gol della Juve ma nessuno del Pipita) per spirito di sacrificio in un momento delicato.

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