La Juve si gode la bella copia di Dani Alves: Douglas Costa, classe e concretezza

La Juve si gode la bella copia di Dani Alves: Douglas Costa, classe e concretezza

L’esterno in tre mesi si è conquistato Torino e ieri ha deciso il match con un gol da opportunista

di redazionejuvenews

TORINO – L’uomo dei mille dribbling ha colpito ancora. La Juventus era andata in vacanza felice grazie allo strappo con cui Douglas Costa aveva servito l’assist a Bernardeschi per l’1-0 di Cagliari e dalla sosta è ripartita allo stesso modo, trascinata dall’ex Bayern. Stavolta ha spaccato la partita in avvio, proprio come da piani allegriani, segnando lui stesso: prima vincendo un contrasto e poi andando a ricevere il passaggio millimetrico di Mandzukic davanti al portiere del Genoa Perin. «Un gol molto importante – ha detto Douglas Costa a fine gara – perché è stato d’aiuto per la vittoria della squadra. Sì, nel secondo tempo abbiamo sofferto un po’, ma l’importante è non aver preso gol e aver vinto. Bella risposta al Napoli? No, noi dobbiamo pensare a noi stessi e andare avanti con i nostri programmi». Programmi di cui Douglas Costa è sempre più protagonista. Come sussurra qualcuno: se non siamo di fronte a un Dani Alves bis, è comunque un film molto simile quello del numero 11 juventino. I punti in comune sono diversi. Dani Alves, pur avendo vinto tutto e più volte col Barcellona, impiegò mezza stagione per ambientarsi nel calcio italiano e inserirsi nella Juventus, di cui poi è stato assoluto protagonista nel finale. Douglas Costa, brasiliano più europeo, ha faticato, ma alla fine ci ha messo pure meno dell’illustre connazionale per decollare. Massimiliano Allegri lo ha prima voluto, poi difeso. E adesso, vista l’assenza di Paulo Dybala per infortunio, se lo gode in tutta la sua efficace bellezza. La qualità di Douglas Costa, abile come pochi a saltare l’uomo, non si scopre oggi, piuttosto le lezioni tattiche di Vinovo lo hanno completato. Negli ultimi metri è sempre il giocatore devastante esploso con Pep Guardiola al Bayern, ma in fase di non possesso è molto più quadrato. Tanto da aver fatto ricredere anche coloro che, un po’ frettolosamente e con grande superficialità, lo avevano bollato come un giocoliere scartato dai campioni di Germania.

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