ESCLUSIVA RAMPULLA: “ Impossibile dire addio alla Juve. Del Piero meritava il Pallone d’Oro”

ESCLUSIVA RAMPULLA: “ Impossibile dire addio alla Juve. Del Piero meritava il Pallone d’Oro”

L’ex portiere bianconero ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva alla nostra redazione

di redazionejuvenews
Rampulla

di Fabio Marzano

TORINO – L’obiettivo principale e ormai dichiarato dalla Juventus in questa stagione è la tanto agognata Champions League, che manca a Torino da più di 20 anni. Ad analizzare quella che sarà la stagione dei bianconeri è stato un grandissimo ex della Vecchia Signora che ha raggiunto il tetto d’Europa, Michelangelo Rampulla, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva alla nostra redazione.

Qual’è la vera forza di questa squadra? 

“ La vera forza è la squadra stessa che, con i singoli che ha in questo momento ha creato un gruppo fortissimo. Per vincere a calcio ci vuole la squadra, questo è fondamentale. Io credo che la Juventus, quest’anno ancora di più, sia una squadra veramente forte, composta da campioni”. 

Che differenze nota tra la sua Juve campione d’Europa nel 96 e questa. Quale delle due è più forte? 

“ Non è facile rispondere a questa domanda perchè quando si fanno questi paragoni non si tiene conto di tanti fattori. Certamente sono tutte squadre fortissime, come lo era la Juve di Trapattoni con Platinì, quella di Lippi e questa di Allegri adesso. Secondo me fare un paragone non è giusto e non si può fare, ognuno è forte nella sua epoca. Direi che questa è sulla buona strada sia come mentalità che come gruppo. La mentalità di attaccare sempre l’avversario, di andare sempre alla riconquista del pallone quando si perde. Non dimentichiamo che la Juve di Lippi ha fatto, tra finali di Coppa Uefa, che è la Coppa dei Campioni di adesso perchè partecipavano la seconda la terza e la quarta di ogni campionato, noi abbiamo fatto 4 finali di Coppa Campioni in 8 anni e una di Coppa Uefa e vincendo 4 campionati. Quella era una Juve veramente forte e questa è sulla buona strada”. 

Che sensazione si prova a toccare con mano la Champions e qual’è la chiave per vincerla? 

E’ una bellissima sensazione, quella che ogni ragazzo quando inizia a giocare a pallone sogna. Sogna di vincere lo Scudetto, la Coppa Campioni e vabbè, la Coppa del Mondo con la Nazionale. In ordine ci sono il Mondiale poi la Champions e infine il Campionato. Quando tu la tocchi e pensi a chi l’ha vinta prima di te ti rendi conto che tutti i sacrifici che hai fatto sono valsi a qualcosa”. 

Del Piero meritava il Pallone d’Oro nel 96? 

“ Sicuramente. Quell’anno lì sì, ha portato la squadra a livelli stratosferici. Anche l’anno dopo, che abbiamo vinto tutto tranne la Champions a Monaco contro il Borussia Dortmund in finale, ha vinto la Supercoppa Italia, Europea, il Campionato. Abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere in Italia e nel mondo e Del Piero è stato il protagonista principale. Senza dimenticarci però che nel calcio si gioca con la squadra. In questo momento abbiamo l’esempio lampante del Real Madrid che, con i vari Modric, Isco, Kroos, Ramos, Marcelo, con tantissimi altri campioni ma se non hai il collettivo perdi. Questa è la legge del calcio”. 

Come valuta la scelta di Buffon di ricominciare in una grande squadra? 

“ Questo sinceramente non lo so, credo che sia la voglia di non smettere. Quando sei in una squadra come la Juventus, anche a 40 anni è difficile smettere, veramente difficile. Quando sai che sei arrivato alla fine del tuo percorso cerchi sempre di allungare questo momento. Penso che Gigi abbia ancora quella voglia di giocare e di non smettere. Lui ha avuto la fortuna di essere cercato da una squadra che gioca ad alti livelli e ambisce alla Champions, a differenza di molti altri che se ne sono andati negli Stati Uniti o in campionati meno blasonati. Il PSG è una squadra composta da grandissimi campioni e non so se abbia fatto bene o male. Sinceramente ci stavo pensando l’altro giorno, tu finisci nella Juventus vincendo quasi tutto ed è giusto che si chiuda li il cerchio però ripeto, è difficile smettere quando si ha così tanta passione, se non impossibile. Non ti puoi accontentare di andare a fare la partita di calcetto con gli amici o con le vecchie glorie. Questa è la grande passione per il calcio che ti fa allenare tutti i giorni e ti fa stare 11 mesi l’anno fuori casa”. 

Chi è più forte secondo lei tra Szczesny e Perin? 

Io penso che in questo momento fare il portiere alla Juventus sia abbastanza “ facile”. Avere davanti una squadra del genere non dico che puoi dormire sonni tranquilli ma abbastanza. Szczesny sta facendo benissimo e sta ripagando tutta la fiducia che la Juve già dallo scorso anno gli aveva riposto. Lo vedo tranquillo, fà il suo senza sbavature. Credo che sia già un portiere pronto, con l’esperienza giusta per giocare in una grandissima saquadra. Per quanto riguarda Perin ha già dimostrato nel Genoa di essere un gradissimo portiere e credo che anche lui avrà la sua occasione”. Intanto in casa Juve si pensa già al prossimo colpo di mercato.>>> CONTINUA A LEGGERE

 

 

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