ESCLUSIVA JN Serena: “Agnelli si è reso conto che per l’Europa serve di più e sul nuovo tecnico…”

ESCLUSIVA JN Serena: “Agnelli si è reso conto che per l’Europa serve di più e sul nuovo tecnico…”

Le dichiarazioni di Aldo Serena intervenuto sull’addio di Allegri alla Juventus.

di redazionejuvenews

TORINO Termina qui il rapporto tra la Juventus e Massimiliano Allegri, come comunicato dalla società in una nota apparsa sul suo sito internet. Aldo Serena, ex Juve ed ora opinionista e commentatore TV, ha detto la sua sull’addio del tecnico livornese, sul nostro calcio e sul futuro della Juventus.

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SULL’ADDIO DI ALLEGRI – Il rapporto si è logorato in un certo senso per eccesso di vittoire (ride, ndr). Credo che fosse finito un ciclo, un’idea di lavorare insieme fa il presidente e l’allenatore. Considero assolutamente positiva la sua presenza e il suo dominio con la maglia bianconera. Certo, la sua esperienza può considerarsi incompiuta per la mancata vittoria in Champions League, pur essendoci arrivato molto vicino in più occasioni. Trapattoni e Lippi restano più in alto nella storia della Juve, lui non è riuscito a dare ciò che alla fine i tifosi bianconeri si aspettavano.

SULLA SCELTA DI AGNELLI – Gli obiettivi della Juve sono quelli di vincere sempre tutto e penso che avendo preso Ronaldo e con la squadra che si possiede, si è presa coscienza che manchi una guida che sappia interpretare al meglio l’ambito europeo.

SUL NOSTRO CALCIO – Tolto Gasperini nessuna squadra italiana gioca con quella intensità, volontà ed atteggiamento tattico propositivo tale da poter andare a primeggiare in Europa. Questo si è visto non solo nella partita contro l’Ajax, ma anche successivamente nelle semifinali. E’ un calcio diverso rispetto al nostro e penso che Agnelli si sia reso conto che ci sia la necessità di intraprendere quel genere di strada.

SUL NUOVO TECNICO BIANCONERO – Sulla scorta di ciò che ho detto primo, penso che la priorità si darsi lo spirito inglese e dell’Ajax. Acquistare quella voglia, quella cattiveria e quell’intensità di gioco. In Europa c’è bisogno di ritmi alti, altrimenti è facile uscire sconfitti. Non so dire precisamente chi, ma Guardiola, nonostante abbia dichiarato pubblicamente la sua permanenza al Manchester City, potrebbe essere l’ideale per questi schemi di gioco.

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