E adesso chi chiederà scusa a loro?

E adesso chi chiederà scusa a loro?

Ai bambini mancherà un ricordo indelebile, ai neo-maggiorenni cambia la “notte prima degli esami” e nessuno se ne assume la colpa.

di Lorenzo Beccarisi

TORINO – Non è la fine del mondo. Sarà, ma il vuoto che vivremo tutti noi italiani la prossima estate non ci verrà restituito. L’eliminazione della nazionale, la nostra nazionale, dal mondiale di Russia per mano della Svezia è senza ombra di dubbio il punto più basso della storia del calcio italiano. Fa più male dell’eliminazione di sessant’anni fa, fa molto più male di qualsiasi sconfitta cocente subita nelle varie rassegne iridate. Spesso a tinte tricolore, perché la presenza dell’Italia al mondiale è una delle poche certezze di questo calcio. O almeno lo era. E pensare che solo un mese fa tutto il calcio ha tirato un sospiro di sollievo grazie al genio di Messi che ha trascinato l’Argentina in Russia. Questa volta no, questa volta è tutto vero. L’Italia è fuori, e sarebbe l’ora di chiedere scusa.

Schermata 2017-11-14 alle 19.58.54

Le scuse dovrebbero arrivare dall’alto, dalla cima della piramide. Eppure a 24 ore dall’Apocalisse nessuno ha proferito verbo. Suona forte, Apocalisse… Noi non avremmo mai usato questa parola, ma chi ha in mano il movimento italiano ha deciso di usare toni forti, perché questa nazionale non può mancare al mondiale. L’Apocalisse lo stanno vivendo, forse inconsapevolmente, tutti i bambini che sognano un giorno di indossare quella maglia azzurra. Diciamocelo, chi non ha sognato di alzare la coppa con la maglia azzurra e la fascia al braccio? Si è spento anche il loro sorriso ieri, anche i più piccoli hanno capito cosa è successo a San Siro e hanno versato lacrime amare. Chi scrive ha vinto (sì, perché lo abbiamo vinto tutti) un mondiale a soli undici anni, e il ricordo rimane e rimarrà indelebile. Una generazione intera non potrà vivere queste emozioni e nessuno ha detto una parola per loro, neanche un gesto per chiedere scusa. Scuse che meriterebbero anche i giovani classe ’99, che sognavano una notte prima degli esami a tinte azzurre. La loro maturità sarà grigia, priva delle emozioni che ti fa vivere la nazionale tra un esame e un altro. Loro non capiscono ragazzi, o forse non vogliono capire cosa vuol dire non avere gli azzurri al proprio fianco. Scusateli voi, non sanno quel che fanno.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy