Cassano: “Non sono pentito dei 4 no alla Juventus. Allegri è troppo più forte degli altri”

Cassano: “Non sono pentito dei 4 no alla Juventus. Allegri è troppo più forte degli altri”

“Dybala non è un campione, con un’altra testa avrei giocato sulle nuvole con Messi”

Antonio-Cassano

TORINO – Antonio Cassano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport: “Fondamentalmente sono un calciatore perché mi alleno ogni giorno, ma non ho richieste soddisfacenti. Tutti pensano che abbia smesso e che non ce la faccia più… Beh, non è vero: lavoro più ora di prima e, se arrivasse l’opportunità che mi fa felice, sarei pronto. Totti diceva che ero il più forte con cui aveva giocato e Buffon mi riteneva da Pallone d’Oro? Voglio bene a queste due icone del calcio mondiale, ma penso che non si possa vivere di se e di ma. Bisogna fare, non parlare. Io mi sono bruciato da solo. Per colpa del mio carattere, del mio istinto e del mio orgoglio. Se potessi tornare indietro qualcosa eliminerei, ma il mio carattere è questo. Stravolgerlo è impossibile”.

Sul mancato passaggio alla Juventus: “Con Carolina nelle vesti di consigliere avrei rifiutato di andare alla Juventus? Di quei 4 “no” non mi sono assolutamente pentito. Un calciatore con il mio carattere lì sarebbe resistito tre giorni: il primo mi prendevano, il secondo mi presentavano alla stampa e il terzo mi mandavano via. Io non ero e non sono un giocatore per quel tipo di club: sono uno spirito libero e devo fare sempre le mie cazz… A stare sul binario non riesco. Se fossi stato un po’ più soldatino avrei vinto qualche trofeo in più? Se avessi avuto la testa di Zanetti, avrei giocato sulle nuvole con Messi, Xavi, Iniesta, Zidane e il Fenomeno Ronaldo”.

Sulla corsa Scudetto: “Chi vincerà lo scudetto? Ancora la Juve. Facilmente. E’ di un altro livello: la squadra e la struttura della società sono super e in panchina c’è uno troppo più forte degli altri. Ogni tanto Allegri lo sento con piacere e con a affetto”.

Su Allegri: “Allegri sottovalutato? Max è un tipo di persona che non si vende: lui dimostra sul campo, gli altri fanno interviste organizzate. Ma chi porta a casa i punti e gli scudetti è lui. Se mi sono scontrato con lui al Milan? Tante volte, ma se ti scontri con le persone oneste e leali, non è un problema. La colpa però era sempre mia: io rompevo le p… e lui mi rispondeva in maniera chiara e diretta. Impossibile non rimanere in ottimi rapporti con uno così”.

Su Dybala: “E’ un ottimo calciatore, ma non un campione. Lo scorso anno quando era sulla cresta dell’onda è stato paragonato a Messi e io… ridevo. Non scherziamo neppure, per favore: Leo è un’altra cosa”.

Su Sarri: “Quello di Sarri è il miglior calcio d’Italia? E chi lo dice? Sarri fa giocare bene una squadra di ottimi giocatori, ma gestire i campioni e fare i risultati come fanno Allegri, Mourinho, Ancelotti, Capello e Guardiola è molto più complicato”.

Sui giocatori più forti del campionato: “Chi è l’attaccante più forte della Serie A tra Immobile, Icardi, Higuain, Dzeko o Mertens? Higuain. Lui, Pjanic e Buffon sono gli unici tre campioni che ci sono in Serie A”.

Su Bonucci: “A Leo voglio bene perché è un bravo ragazzo e siamo stati insieme in Nazionale, ma è diventato forte perché aveva ai suoi lati due mostri come Barzagli e Chiellini, dietro SuperGigi e davanti Pirlo. La Juve per 80’ attacca e lui a impostare è molto forte; al Milan invece deve difendere uno contro uno, con tanto campo alle spalle ed è durissima. Sergio Ramos, Piqué, Barzagli e Pepe sono un’altra cosa”.

Juvenews.eu

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