Capello: “Mi rivedo nel pragmatismo di Allegri. La Juve vince perchè ha l’abitudine al successo”

Capello: “Mi rivedo nel pragmatismo di Allegri. La Juve vince perchè ha l’abitudine al successo”

“I bianconeri hanno una grande mentalità”

di redazionejuvenews
Capello

TORINO – Fabio Capello, ex allenatore della Juventus, ha parlato a Tuttosport: “Siamo entrambi pragmatici. Allegri è abile a cambiare in base alla partita e pure all’interno dei novanta minuti. Varia l’assetto della sua Juventus a seconda dei giocatori che ha a disposizione e che intende schierare. Modificare il sistema di gioco non è facile né per l’allenatore né per i giocatori e questo significa che è molto bravo anche a far capire ai suoi ragazzi quello che vuole. Allegri spesso viene imputato un gioco meno brillante rispetto a quello del Napoli di Sarri, è più facile essere belli che vincenti? E’ molto più semplice, essere belli! Belli si è in tanti, mentre di vincente a fine campionato ce n’è soltanto uno. Il Napoli, non avendo più la Champions, è pericoloso. Però la Juve ha dalla sua l’abitudine a vincere, la mentalità e una rosa di eccellente qualità.  La Juventus nell’ultimo periodo ha capito e dimostrato di non essere dipendente da nessuno: né da Dybala, né da Higuain. Significa avere una mentalità di squadra importante. Higuain o Kane come centravanti? Sono bravissimi entrambi, seppur diversi. Higuain ha qualcosa di più in area, mentre Kane va al tiro più frequentemente anche da fuori l’esperienza è importante e per il momento Gonzalo ha dimostrato di saper segnare tanto in Spagna con il Real Madrid quanto in Italia con Napoli e Juventus.  Higuain al Real Madrid, nel gennaio 2007: il Pipita è diventato più forte di quanto sarei immaginato undici anni fa? Higuain lo scelsi assieme a Franco Baldini e Predrag Mijatovic. Gonzalo aveva 19 anni ed era un ottimo giocatore. Ma in questi anni ha lavorato parecchio e si è migliorato molto. I grandi giocatori sono così, fidatevi di me che ne ho allenati diversi. Ibrahimovic ricorda sempre con piacere di me ai tempi della Juventus?  Era giovane Zlatan, ma voleva sempre migliorarsi. I campioni sono così, penso a tutti quelli che ho avuto la fortuna di allenare: Maldini, Baresi… Più sono forti e più sono dei lavoratori. Pure Van Basten era uno che mi chiedeva di svolgere degli esercizi supplementari. Similitudini nella gestione di Del Piero e Dybala? Sono casi troppo diversi tra loro. Io ho allenato un Del Piero che era entrato nella fase finale della carriera e di conseguenza dovevo gestirlo in un certo modo: e poi avevo anche Ibrahimovic… Dybala, invece, ha 24 anni.”

Juvenews.eu

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