Cannavaro: “L’Italia senza mondiale un disastro. La Serie A sarà aperta fino alla fine”

Cannavaro: “L’Italia senza mondiale un disastro. La Serie A sarà aperta fino alla fine”

Di Stefano Benedetti

Il pallone d'oro conquistato da campione del mondo

TORINO – Fabio Cannavaro, capitano della nazionale campione del mondo nel 2006, ha parlato, intervistato da AS, a margine di un evento organizzato dalla sua fondazione.

Fabio, in Germania hai sollevato la Coppa del Mondo 2006 con l’Italia, come vivi l’assenza della nazionale nei prossimi Mondiali?

“È un risultato disastroso, ma è il frutto di molti anni di poco lavoro, almeno un decennio. È un peccato perché la nostra federazione ha sempre dato molto al calcio mondiale e non essere in grado di farlo quest’anno è un duro colpo. Non voglio parlare di decisioni tattiche, perché non ho vissuto la vita quotidiana della squadra e quindi non conoscono le loro dinamiche: credo però che i giocatori hanno dato tutto.”

Sei napoletano, come Insigne, ed eri un compagno di De Rossi. Che cosa hai pensato quando il centrocampista ha rifiutato di scaldarsi indicando l’attaccante che era seduto accanto a lui?

“Non devo e non posso giudicare le decisioni del tecnico. Lorenzo è un grande calciatore, non ha giocato e alla fine chi non gioca ha sempre ragione. Il problema non era la sua assenza, è molto più grande di questo. Non dovremmo pensare solo all’aspetto sportivo. Il nostro calcio è da tempo che non dà segnali postivi.”

Con la fondazione Cannavaro-Ferrara hai sviluppato numerosi progetti per aiutare i quartieri svantaggiati di Napoli, che è sono sempre stati terreno fertile per il talento. Il calcio deve ripartire dalla base?

Sì, senza dubbio. I giocatori campani finiscono sempre per emigrare verso nord, dove trovano squadre che investono di più nei settori giovanili. Tuttavia, nemmeno loro lo fanno abbastanza. I giovani italiani devono essere curati e bisogna dargli fiducia, mentre spesso a loro sono preferiti giocatori stranieri già formati e forti fisicamente.”

Si è parlato di introdurre squadre b come in Spagna. Pensi che possa essere una soluzione?

“Dipende. Se lo facessero solo con giocatori italiani, inizieremmo a vedere qualcosa di diverso. Senza questo obbligo, sarebbe la stessa vecchia storia: gli stranieri sarebbero registrati e giocherebbero.”

Cosa cambierebbe nel calcio italiano?

“Cominciamo con piccole cose: formare squadre b formate esclusivamente da giocatori italiani, ridurre il numero di squadre partecipanti alla Serie A da 20 a 18 … Si possono fare mille cose, il problema è che se ne abbia la voglia”.

Il tuo presente è in Cina, ma, per il tuo futuro, sogni di vederti sulla panchina Azzurra?

È il sogno di qualsiasi allenatore. L’Italia è una delle selezioni migliori al mondo, ha vinto quattro Coppa del Mondo, la invidiano tutti. Tuttavia, non posso aspirare a quella panchina solo perché ho indossato quella maglietta per 15 anni. Deve essere guadagnata.”

Visto che l’Italia non parteciperà ai Mondiali, quale squadra tiferà in Russia?

“Non lo so, forse la Svezia. L’importante è che sia una squadra che non l’ha mai vinta: non voglio che nessuno si avvicini alle nostre quattro stelle (ride).”

Come vedi la lotta per lo scudetto in serie A?

“Vedo il Napoli più sicuro di sé, con meno problemi. È una squadra che gioca molto, molto bene, con intensità, che intrattiene tutti quelli che guardano le loro partite. La Serie A è un campionato lungo e complicato, ma gli Azzurri sono sulla buona strada. Inoltre, la Juventus è incappata in più difficoltà del solito. I napoletani, se vogliono vincere, devono approfittarne senza mai rilassarsi. E poi c’è l’Inter, che quest’anno è tornata in grande stile. Sarà una lotta uguale e divertente.”

Passiamo alla Liga spagnola, che conosci bene. Pensi che la lotta per il titolo sia già chiusa con il vantaggio accumulato dal Barça?

“È un vantaggio importante, senza dubbio. Quando ero al Real Madrid, abbiamo vinto un campionato recuperando sette punti, ma è sempre complicato. Certo, il Real Madrid è ancora una delle migliori squadre del mondo.”

Come ti spieghi le difficolta dei Blancos in questo inizio di stagione?

“Vincono tutto da tempo, è un calo fisiologico. Inoltre, quest’anno hanno avuto diversi problemi fisici e Zidane non ha mai potuto contare su tutti i titolari. È un inizio diverso da quello che tutti si sarebbero aspettati, ma i blancos risaliranno e si concentreranno soprattutto sulla Champions League, ora che la Liga è diventata complicata.”

Non riesci a immaginare, allora, un’altra Liga infuocata come quella che hai vissuto?

“Ovviamente è quello che voglio, Madrid è stata una tappa fondamentale della mia vita. Ma li conosco, e so che ora si concentreranno sulla Champions con tutte le loro forze. La Champions League è il loro habitat naturale.”

Stefano Benedetti 

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