Allegri a Premium: “Abbiamo un dna vincente. Bonucci sarebbe stato capitano”

Allegri a Premium: “Abbiamo un dna vincente. Bonucci sarebbe stato capitano”

Massimiliano Allegri ha parlato a Premio in occasione dei suoi 50 anni

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TORINO – In occasione dei suoi 50 anni, Massimiliano Allegri ha concesso una lunga intervista a Premium Sport ed ha parlato di vari temi: “Nella mattina del 16 luglio c’erano in ballo diverse cose, la Nazionale… e ho ricevuto una telefonata sull’incontro con i dirigenti della Juve nel pomeriggio. Io non riuscivo a capire. Scoprii che Conte si era dimesso quando alla sera stavo andando dal Presidente. Mi chiesero se fossi disponibile e io riposi di sì perché credevo che quella squadra avesse ancora molto da dare. Veniva da tre anni di successi in Italia e pensavo che potesse fare qualcosina di meglio ancher in Europa”.

Sull’addio di Bonucci invece il tecnico bianconera ha detto: “A me è dispiaciuto molto. Leo doveva essere il futuro capitano della Juventus, l’uomo spogliatoio per il futuro, trasmettere quello che è la Juve ai ragazzi. Però ha fatto una scelta. Non va fatta una colpa a lui, alla società o all’allenatore. La colpa non è di nessuno”.

Nella sua carriera Allegri ha allenato tanti campioni e ha ammesso che gli piace molto avere a che fare con giocatori dalla grande personalità: “Io preferisco sempre allenare i grandi campioni perché con loro ho un confronto significativo, tosto. Ibrahimovic è particolare, giocatore straordinario ma  ogni tanto pretendeva che gli altri facessero le cose che faceva lui. Cercavo di farglielo capire…I giocatori non sono tutti uguali in una squadra di calcio: inutile che ci raccontiamo le favole. Buffon è diverso dagli altri. E’ ancora il numero 1 nel suo ruolo e ha un futuro a livello dirigenziale, magari in federazione. Parlo con lui, mi confronto e a volte ha bisogno del sostegno dell’allenatore”.

Infine sul rapporto con i giocatori e la dirigenza della Juve ha aggiunto: “Mi piace scherzare e avere un rapporto con i giocatori, non amichevole, sempre di rispetto. Non c’è niente di male se l’allenatore si mette a giocare a basket o fare una sfida a porticine con un calciatore. Il dna della Juventus è vincente e soprattutto c’è una grande disciplina, ci sono delle regole da rispettare. Questo è molto importante per i giocatori. Chi arriva qui se può essere da 8, riesce a essere da 9. Il Presidente Agnelli è giovane, ha grandi idee è molto bravo a miscelare la tradizione di una famiglia insieme ai suoi propositi per l’estero per far diventare la Juve una società a livello mondiale” .

Juvenews.eu

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