Terzo posto per la Kostner: “Orgoglio misto ad amarezza”

Terzo posto per la Kostner: “Orgoglio misto ad amarezza”

BUDAPEST – Da Carolina a Julia, l’Europeo cambia volto, paese, età. L’oro di Budapest è di Julia Lipnitskaia, 15 anni, la bambina russa nata sugli Urali orientali che detronizza Carolina Kostner e adesso punta dritta sull’Olimpiade di casa, a Sochi. L’esecuzione del Bolero è sontuosa ma l’azzurra cade sul triplo…

BUDAPEST – Da Carolina a Julia, l’Europeo cambia volto, paese, età. L’oro di Budapest è di Julia Lipnitskaia, 15 anni, la bambina russa nata sugli Urali orientali che detronizza Carolina Kostner e adesso punta dritta sull’Olimpiade di casa, a Sochi. L’esecuzione del Bolero è sontuosa ma l’azzurra cade sul triplo Toeloop, compromette la rimonta (era terza dopo il corto) e le russe, Sotnikova e Lipnitskaia, 32 anni in due, diventano imprendibili. Dopo cinque ori, due argenti e due bronzi continentali (eguagliato il record di medaglie, nove, della mitica Irina Slutskaya), Carolina passa il testimone a una rivale che è meno bella sul ghiaccio ma più giovane, fresca, atletica, dinoccolata. Un’atleta che porta sul ghiaccio i movimenti da contorsionista della ginnastica, specialità dalla quale proviene.

ORA LAVORA PER SOCHI– Nel bilancio dell’azzurra, a 27 anni presumibilmente all’ultima partecipazione europea, c’è orgoglio misto ad amarezza: «Una medaglia è sempre una medaglia e delle giurie continuerò a fidarmi anche a Sochi, però quando ho visto la valutazione dei miei components ero un po’ delusa…». Non è facile, dopo un decennio di dominio, arrendersi al tempo che passa e alle generazioni che incalzano. Carolina, che ha lasciato nel ghiaccio una scia indelebile, è attesa dalla terza e ultima Olimpiade della carriera, dal 7 febbraio, a Sochi. «L’Europeo, che ho vissuto molto intensamente e che è stato di livello molto alto, è stato l’allenamento migliore per i Giochi» dice.

Dopo il galà di domenica, dove presenterà Scheherezade (il programma libero a cui dopo una lunga riflessione aveva preferito il Bolero di Ravel che le aveva fatto vincere l’oro europeo e l’argento iridato la stagione scorsa), tornerà nel buen retiro di Oberstdorf a curare la schiena e i mal di testa, a mettere a punto il corto e il libero per Sochi e a ritrovare la concentrazione dopo il durissimo corpo a corpo con le bambine russe. Se Julia è il futuro, Carolina non è (ancora) il passato.

(fonte corriere.it)

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