Lazio, 137 arresti a Varsavia: 30 rilasciati. C’è anche un disabile

Lazio, 137 arresti a Varsavia: 30 rilasciati. C’è anche un disabile

Una trentina di tifosi della Lazio fermati ieri a Varsavia sono stati rilasciati. Lo rendono noto all’ANSA fonti dell’ambasciata italiana. L’ambasciata non dispone ancora della lista delle persone rilasciate. Il numero complessivo degli fermati ieri era 137. UN PADRE: “MIO FIGLIO DISABILE, NON SAPPIAMO DI COSA LO ACCUSANO” «Ho sentito…

Una trentina di tifosi della Lazio fermati ieri a Varsavia sono stati rilasciati.
Lo rendono noto all’ANSA fonti dell’ambasciata italiana. L’ambasciata non dispone ancora della lista delle persone rilasciate. Il numero complessivo degli fermati ieri era 137. 

UN PADRE: “MIO FIGLIO DISABILE, NON SAPPIAMO DI COSA LO ACCUSANO” «Ho sentito mio figlio l’ultima volta ieri nel tardo pomeriggio, al cellulare, era spaventato. Mi ha detto ‘papà, mi stanno togliendo il telefono, qui non si può parlarè. L’hanno fermato con altri 4 amici, dicono che hanno commesso un’infrazione, non un reato, ma non ci dicono quale». David D’Ario è il padre di uno dei 137 tifosi della Lazio fermati ieri a Varsavia prima della partita di Europa League tra il Legia e i biancocelesti. «Ma mio figlio è pure della Roma, era andato lì con gli amici della Lazio, per conto loro, non con i club, per fare una vacanza, doveva tornare domenica. Figuriamoci se commetteva violenze! – dice D’Ario al telefono con l’ANSA -. Ha 24 anni, ha un lieve handicap per il quale non sente bene e quindi forse non capisce tutto quello che gli dicono. Mi ha raccontato che stavano andando dall’albergo allo stadio quando dei poliziotti li hanno avvicinati, circondati, fermati, tenuti in strada per ore e poi portati in commissariato. Non li hanno ammanettati, ma gli hanno fatto le foto segnaletiche, come dei criminali. Ma non sappiamo di cosa li accusano nè quando saranno portati davanti a un giudice (secondo l’ambasciatore italiano in Polonia nelle 48 ore dal fermo, ndr). Potrebbero far sapere qualcosa almeno a noi genitori». 

LA LAZIO: “GARANTITO IL DIRITTO ALLA DIFESA” «Prima di tutto è bene sottolineare che le uniche fonti ufficiali sono i siti web della SS Lazio e dell’Ambasciata Italiana a Varsavia. Abbiamo da poco ricevuto informazioni certe sulle condizioni dei tifosi attualmente sotto custodia delle autorità polacche. Tutti i trattenuti hanno ricevuto cibo e sono reclusi nei vari commissariati cittadini. A tutti loro è stato garantito il diritto di difesa in lingua italiana e pertanto le deposizioni sono effettuate in lingua madre con ausilio di traduttori». Lo comunica la S.S. Lazio con una nota informativa pubblicata sul proprio sito internet in merito ai fermi dei supporter biancocelesti disposti ieri dalla polizia polacca a Varsavia, a poche ore dal match di Europa League con il Legia. «Con riferimento ai fatti di Varsavia la SS Lazio comunica alcune informazioni al fine di evitare il susseguirsi di notizie infondate e la conseguente divulgazione attraverso i canali mediatici- recita il comunicato -. Evidenziamo che la dirigenza è in costante contatto con l’Ambasciatore Sua Eccellenza Dott. Riccardo Guariglia al quale rivolgiamo un sentito ringraziamento per la disponibilità e l’impegno profuso». «Non abbiamo ancora certezza sui numeri definitivi – prosegue -, ma sappiamo che 21 tifosi sono stati rilasciati nelle prime ore del pomeriggio odierno. Un numero minore di tifosi, sui quali pendeva l’aggravante di reati penali, è già stato liberato dietro patteggiamento e pagamento di una sanzione amministrativa. Tutti gli altri tifosi ancora reclusi e sui quali pendono capi d’accusa di minore entità saranno giudicati tra oggi e domani con rito accelerato. Si informano i familiari e i conoscenti dei reclusi che, secondo la legge vigente nello stato polacco, potranno essere adottate sanzioni amministrative nei confronti degli incolpati il cui pagamento costituirà l’unica via di rilascio». 

APERTA UNITÀ DI CRISI L’ambasciata italiana in Polonia ha aperto un’unità di crisi. Lo rende noto la stessa sede diplomatica aggiungendo che per «fornire assistenza ai fermati ed ai relativi famigliari, l’Ufficio Consolare rimarrà eccezionalmente aperto nel fine settimana con i seguenti orari: Sabato: 9.00-12.00 e 15.00-18.00. Domenica: 9.00-12.00».  Sul sito dell’Ambasciata sono inoltre disponibili i numeri telefonici dedicati: – 0048 22 8263471/2/3/4 e poi digitare direttamente gli interni 306/307/309 appena parte il nastro registrato. – 0048 605322772 – 0048 601316529. 

COCHI: “I POLACCHI DEVASTARONO ROMA, SERVE DURA PRESA DI POSIZIONE” «La notizia è di quelle che lasciano sgomenti: 149 fermi di polizia operati nei confronti di tifosi di tutte le età colpevoli solo di andare a vedere in trasferta la Lazio. È accaduto ieri a Varsavia, dove la compagine biancazzurra era impegnata in una partita di Europa League con il Legia Varsavia. Non si capisce ancora il motivo preciso di tale provvedimento poiché, stando a quanto si è finora appreso, non ci sarebbero state intemperanze tali da giustificare una simile misura repressiva. Oltre a un comportamento molto opinabile, tenuto prima durante e dopo la gara dalle forze dell’ordine polacche, Paese membro dell’Unione Europa». Lo dichiara Alessandro Cochi, delegato alle politiche sportive di Roma Capitale nella passata consiliatura. «Tutti ricordiamo invece – aggiunge – il disonorevole comportamento dei tifosi del Legia quando vennero in trasferta a Roma. Il sindaco Marino e l’assessore Pancallli hanno all’interno delle strutture di Roma Capitale un Ufficio Relazioni Internazionali, che auspico si sia già mosso ufficialmente con l’Ambasciata polacca a Roma e la nostra a Varsavia, in accordo con le rispettive Questure delle due capitali europee. Chi è colpevole merita senz’altro una punizione, ma in questo caso sembra che sia stato leso il diritto di libera circolazione tra Stati dell’Unione. Ci si aspetta una decisa presa di posizione in difesa dei tifosi con una lettera ufficiale, qualora siano confermati i fatti finora accertati attraverso le testimonianze dei sostenitori laziali già rientrati in Italia, tra i pochissimi a non essere stati fermati in una sorta di retata collettiva». 

ROCCA: “FARE LUCE SUI FATTI” «Le immagini che arrivano da Varsavia in merito ai tifosi della Lazio sono molto preoccupanti. Si vedono tifosi sdraiati con la faccia terra, alcuni dei quali con le mani legate. Il dg della Lazio Tare ha dichiarato che i tifosi non hanno fatto nulla, anzi, la società aveva chiesto di scortarli fino allo stadio, quindi è bene verificare il comportamento tenuto dalla polizia polacca e fare luce sulla vicenda, non vorremmo che si stessero perpetrando dei soprusi ai danni dei tifosi biancocelesti». Questo quanto dichiara Federico Rocca dirigente romano di Fdi: «Mi auguro che l’Ambasciata d’Italia in Polonia possa garantire assistenza e supporto ai tifosi e garantire il loro immediato rimpatrio. Se ci sono delle responsabilità o sono stati commessi dei reati è giusto perseguirli, ma da una prima ricostruzione sembrerebbe che sin da subito l’atteggiamento tenuto dalla polizia polacca sia stato violento e repressivo. Questo ci deve far riflettere quando orde di hooligans stranieri arrivano nelle nostre città dando vita a incidenti e disordini, così come fatto dai tifosi del Legia Varsavia all’andata, ogni volta però a finire sotto accusa sui media europei sono le forze di polizia italiane. Esigiamo chiarezza e rispetto per i nostri connazionali». 

ONORATO: “DIFENDERE I NOSTRI CONCITTADINI” «Il Sindaco Marino intervenga immediatamente presso l’ambasciata della Polonia: ci sono centinaia di cittadini romani di fatto sequestrati a Varsavia, alcuni con problemi di salute, che non riescono a mettersi in contatto con l’Italia e con le loro famiglie. Si tratta di tifosi laziali accolti con aggressioni e insulti: non è mai troppo tardi per imparare a difendere i propri concittadini». Lo afferma in una nota Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio.(Leggo.it)

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