Doping, Di Luca radiato

Doping, Di Luca radiato

Doveva essere una punizione esemplare e così è stato. Danilo Di Luca è primo ciclista italiano radiato della storia. Lo ha deciso il tribunale Antidoping di Roma dopo la positività del corridore all’Epo in un test dello scorso 29 aprile. Non è la prima volta che Di Luca viene sanzionato…

Doveva essere una punizione esemplare e così è stato. Danilo Di Luca è primo ciclista italiano radiato della storia. Lo ha deciso il tribunale Antidoping di Roma dopo la positività del corridore all’Epo in un test dello scorso 29 aprile.

Non è la prima volta che Di Luca viene sanzionato per doping (era stato fermato per 2 anni per la frequentazione con il medico inibito Carlo Santuccione) ma la notizia del primo provvedimento di squalifica a vita è una notizia destinata a fare scalpore tra tifosi e addetti ai lavori. Uno di loro (scegliete voi in che categoria collocarlo) è Riccardo Magrini, ex corridore, appassionato e oggi voce del ciclismo per Eurosport.

Di Luca è il primo italiano radiato dal ciclismo. Che effetto le fa?

“Premetto che io sono per la radiazione. Quindi se questo è il primo passo verso una tolleranza zero verso il doping sono contento. Però bisogna anche ricordarsi di rifare tutta la lista delle sostanze considerate dopanti..”. 

Cosa intende?

“In questo momento, a stretti termini di regolamento, un ciclista che si cura con del cortisone per la puntura di un ape è considerato dopato. Allora, certe sostanze sono una cosa l’Epo e la CERA un’altra”.

De Luca ha detto di sentirsi come “il corridore che paga per tutti”… 

“Lo capisco ma d’altronde da qualcuno bisognava pur cominciare e Di Luca è comunque a fine carriera. Ora vediamo se succederà con altri. Spero che il provvedimento sarà sempre lo stesso ”.

Perché pensa che la radiazione sia la strada giusta?

“Io parto dal presupposto che chi fa ciclismo lo fa per passione. Prendiamo l’esempio di chi ama guidare la macchina. Se sai che se ti beccano oltre i 130 allora non potrai mai più guidare sono abbastanza sicuro che non violeresti mai un limite di velocità”. 

Secondo lei che effetto avrà la notizia sugli appassionati?

“Credo positivo. Quando un ciclista viene trovato positivo al doping sento sempre i tifosi ripetere “solita storia, lo beccano e poi ce lo ritroviamo in strada tra due anni”. Da tifoso oggi sentendo la notizia di una radiazione dico “finalmente, ora hanno deciso di fare sul serio con chi sgarra”. E’ una posizione giusta e il vero sportivo penso sia felice di questo”.

(fonte sport.panorama.it)

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