Cristiano Sandri: “Seedorf piccolo uomo”

Cristiano Sandri: “Seedorf piccolo uomo”

“Seedorf? Dietro il grande giocatore quale è stato c’è un piccolo uomo. Non si strumentalizzi la contestazione di domani sera: non c’entra il colore della pelle, c’entra quanto avvenne sette anni fa circa che nessuno si è dimenticato”. Lo ha detto Cristiano Sandri sul tecnico del Milan che da giocatore,…

“Seedorf? Dietro il grande giocatore quale è stato c’è un piccolo uomo. Non si strumentalizzi la contestazione di domani sera: non c’entra il colore della pelle, c’entra quanto avvenne sette anni fa circa che nessuno si è dimenticato”. Lo ha detto Cristiano Sandri sul tecnico del Milan che da giocatore, l’11 novembre 2007, si rifiutò di indossare il lutto al braccio per il fratello Gabriele, il tifoso ucciso da un poliziotto mentre andava in trasferta a seguire la sua Lazio.

 

La nord contesterà — “Il suo rifiuto di portare il lutto braccio la domenica successiva all’omicidio fu un atto di anticonformismo fuori luogo oltre che di scarsa sensibilità – ha detto Cristiano ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, ma in effetti Seedorf si rifiutò il giorno stesso -. Tutti i suoi compagni, e in generale l’insieme dei calciatori di Serie A, accettarono quella giornata di campionato di indossare la fascia nera, la sua decisione si commenta da sola”. Domani in Lazio-Milan, Seedorf sarà contestato dalla tifoseria biancoceleste: “Oltre alla contestazione annunciata verso la società, ce ne sarà un’altra inevitabile nei confronti dell’allenatore del Milan – prosegue Sandri -. Spero che quanto accadrà nei suo confronti non venga strumentalizzato dai mass media e dall’opinione pubblica in generale come spesso accade quando di mezzo c’è la tifoseria della Lazio”.

Le scuse di Seedorf — E proprio Seedorf, nel corso della conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Milan, ha spiegato quanto accadde sette anni fa presentando le scuse alla famiglia Sandri. “Volevo chiarire verso la famiglia e i tifosi laziali che la mia decisione di non mettere il lutto quel giorno era semplicemente legata al fatto che in quel momento non si sapeva cosa si trattava”. E poi il tecnico rossonero sottolinea: “Ho sempre rispettato le persone scomparse, e feci le condoglianze subito alla famiglia. Chiedo scusa a loro se si sono sentiti offesi, una settimana dopo avrei messo quella fascia, una volta capito di cosa si era trattato. Sono aspetti umani a cui tengo molto”.

fonte: gazzetta.it

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