Carrera: “Per le trasferte usiamo google maps. Che bello qui a Mosca”

Carrera: “Per le trasferte usiamo google maps. Che bello qui a Mosca”

L’ex collaboratore di Antonio Conte ha parlato della sua avventura sulla panchina dello Spartak

TORINO – Intervistato da La Stampa l’ex collaboratore di Conte, Massimo Carrera, ha parlato della sua avventura sulla panchina dello Spartak Mosca: “Siamo primi, con tre punti sulla seconda e sette sulla terza. L’ultima l’abbiamo vinta, in Siberia dopo quattro ore di viaggio e quattro di fuso orario. E 14 gradi sotto zero. Bocchetti parla russo e all’inizio era il mio giocatore-traduttore. Ora ho tre interpreti: per il russo, l’inglese e lo spagnolo, perché ci sono gli stranieri. Quando parlo c’è un miscuglio di voci come fosse l’assemblea dell’Onu” 

GOOGLE MAPS –  “Usiamo Google Maps per scoprire dove giochi in trasferta e per dare un’occhiata al traffico di Mosca. Due settimane fa siamo scesi dal pullman e abbiamo preso la metropolitana. Le strade erano bloccate”. 

GLI INIZI – “Mi chiamarono ai tempi dell’Europeo, un po’ non ero sicuro che sarei potuto andare con Conte al Chelsea e mi piacque molto l’idea. Era qualcosa di diverso, così non ci pensai troppo. Ad agosto, dopo l’eliminazione ai preliminari di Europa-League e le dimissioni di Alenicev, mi chiesero di prendere il suo posto per due partite. Ci ho provato, senza pensare tanto al futuro”.

LO STADIO – “La nostra Otkrytie Arena è bellissima e nuovissima. L’hanno finita di costruire due anni fa, ci giocheranno i Mondiali. Per il derby con il Cska c’erano 45 mila persone. A settembre, per la Coppa di Russia, giocammo a Khabarovsk, lungo la ferrovia Transiberiana, a più di ottomila chilometri da Mosca e a 700 da Vladivostok, sul Mar del Giappone. Erano otto ore di volo e sette di fuso orario. Perdemmo, mi è servito da esperienza. Stavolta giochiamo sabato ma partiremo giovedì”. 

CONTE – È tra i più forti del mondo e per me è stato come fare un corso intensivo, meglio che allenare qualche anno in C o in B. Può vincere la Premier. Ci siamo sentiti sabato. Se sono ancora juventino? Lo sono sempre stato, domenica sulla punizione di Pjanic sono saltato dal divano”.

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