Calcio choc, ragazzo muore in campo

Calcio choc, ragazzo muore in campo

ROMA – Aveva appena firmato il pareggio per la sua squadra a pochi minuti dal fischio finale. E subito dopo la felicità pulita ed assoluta che si può provare soltanto a 14 anni per aver infilato un bel gol invece è arrivata la tragedia. Assurda e comunque inaccettabile quando a…

ROMA – Aveva appena firmato il pareggio per la sua squadra a pochi minuti dal fischio finale. E subito dopo la felicità pulita ed assoluta che si può provare soltanto a 14 anni per aver infilato un bel gol invece è arrivata la tragedia. Assurda e comunque inaccettabile quando a morire è un ragazzino con tutto il suo tesoro di sogni, aspirazioni e speranze.
Si giocava una partita di calcio giovanile ad Abbadia San Salvatore , tra Siena e Grosseto. Sul campo a fronteggiarsi la squadra di Foiano e la Amiata di Abbadia. Matteo Roghi, così si chiamava il giovanissimo calciatore di Foiano delle Chiane, aveva già giocato tutto il primo tempo senza problemi, dicono i compagni di squadra. Quasi alla fine della ripresa, subito dopo aver centrato un gol ha fatto appena in tempo ad esultare per il fischio di fine partita sul 2 a 2 , pareggio raggiunto grazie al suo gol. Poi si è accasciato a terra privo di coscienza.
I primi ad intervenire sono stati il medico della società, un vigile del fuoco e un’infermiera che si trovavano fra il pubblico. Il ragazzo quindi sarebbe stato immediatamente sottoposto a massaggio cardiaco. Non solo. A disposizione dei giocatori ci sarebbe stato anche un defibrillatore che sarebbe stato immediatamente usato dai sanitari presenti senza successo però.

Sembrerebbe dunque proprio che sia stato fatto tutto quello che è umanamente possibile per salvare il ragazzo. L’intervento immediato dei sanitari, il massaggio e anche l’applicazione del defibrillatore. Il campo da calcio si trova a pochi metri dall’ospedale Misericordia e dunque i sanitari sarebbero arrivati cinque minuti dopo la chiamata e avrebbero subito applicato il defibrillatore. Poi all’ospedale sono continuati i tentativi di rianimazione. Infine il giovane calciatore è stato trasportato all’ospedale di Nottola, presso Montepulciano. Ora la salma si trova all’obitorio e oggi verrà sottoposta ad una autopsia per stabilire se si sia trattato di un arresto cardiocircolatorio o di un aneurisma del quale il ragazzo ed i suoi familiari, (che non erano sul posto al momento della tragedia) non conoscevano l’esistenza. Sulla vicenda è stata comunque aperta un’inchiesta affidata al pubblico ministero Fabio Maria Gliozzi che ha deciso di procedere subito con l’autopsia. 
Quando avvengono tragedie come questa spesso si lamenta l’assenza del defibrillatore sul campo che in molti casi funziona effettivamente come salvavita. Sembra incredibile ma il campo sul quale giocava Matteo era dotato di defibrillatore proprio perchè anni fa su questo stesso campo e nella stessa squadra si era già verificata una tragedia analoga.
Nel 2007 un ragazzo di 22 anni, Teddy Bartoli, l’attaccante della stessa squadra di Matteo, il Foiano, si era sentito male ed era morto durante una partita amichevole. Proprio pochi mesi fa al centro sportivo di Foiano dunque era stato donato un defibrillatore.
E’ possibile prevenire simili tragedie? Per l’attività sportiva anche non agonistica è richiesta la presentazione di un certificato che attesti lo stato di salute ma sta al medico decidere caso per caso se sia necessario eseguire anche un elettrocardiogramma. La società del ragazzo conferma che il suo certificato di buona salute era valido anche per il 2014. 
Anche nel calcio professionistico simili tragedie sono sempre state seguite da pesanti polemiche. Tra i drammi che più hanno colpito l’opinione pubblica quello di Piermario Morosini il giocatore del Pescara morto sul campo il 14 aprile del 2012 per una crisi cardiaca a soli 26 anni . In quel caso c’era un defibrillatore a disposizione dei sanitari che però non lo usarono. Proprio sul mancato uso del defibrillatore venne aperta un’inchiesta dalla Procura di Pescara non ancora chiusa.

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