Beckham: “Quella volta che mi masturbai per il Man Utd…”

Beckham: “Quella volta che mi masturbai per il Man Utd…”

TORINO – Non c’è pivello di una squadra che non sia stato costretto a subire qualche atroce scherzo da parte dei compagni di spogliatoio, ma probabilmente pochi riti d’iniziazione battono (se non altro in stranezza) quello a cui si dovette sottoporre l’allora 17enne David Beckham quando entrò nelle giovanili del…

TORINO – Non c’è pivello di una squadra che non sia stato costretto a subire qualche atroce scherzo da parte dei compagni di spogliatoio, ma probabilmente pochi riti d’iniziazione battono (se non altro in stranezza) quello a cui si dovette sottoporre l’allora 17enne David Beckham quando entrò nelle giovanili del Manchester United: ovvero, masturbarsi davanti agli altri giocatori guardando un calendario. Ma non quello di qualche formosa pin-up mezza nuda della pagina 3 del “Sun”, bensì della leggenda Red Devils Clayton Blackmore. Un ricordo talmente umiliante che al solo pensarci il campione s’imbarazza da morire ancora oggi che sono passati vent’anni, figurarsi poi doverlo raccontare davanti alle telecamere per “The Class of ‘92”, il film documentario sui “Fergie’s fledglings”, ovvero la generazione di fenomeni dello United che vinse tutto in quegli anni, in uscita domenica. “Tutti avevano un rito da superare prima di entrare nella squadra giovanile – ha raccontato Beckham su “Metro” – e questo era uno dei più sgradevoli! Ovvero, dover guardare il calendario di Clayton Blackmore e fare certe cose mentre lo guardavo… E’ stato imbarazzante doverlo raccontare, ma era qualcosa che dovevamo affrontare, anche se non mi piacerebbe affatto doverlo rifare di nuovo!!!”.

VOLEVO FARE SOLO IL CALCIATORE — Assai improbabile che qualcuno gli chieda nuovamente una simile performance, che resta comunque uno dei ricordi comprensibilmente meno gradevoli di quegli anni, quando Blackmore era sì in cima ai pensieri del giovane David, ma per motivi esclusivamente calcistici. “Da bambino ho sempre e solo voluto diventare un calciatore professionista e giocare per il Manchester United e per l’Inghilterra – ammette infatti Beckham – e tutto quello che ho poi avuto nella mia vita è stato un di più. Mi ritengo un privilegiato per essere arrivato dove sono ora e sono molto orgoglioso di tutto quello che ho fatto”.

IL NUOVO BECKHINGHAM PALACE — E orgogliosa dei successi ottenuti dal maritino lo è anche la moglie Victoria, che dalle colonne parigine di “Vogue” racconta la bella vita della Beckham’s Family, lasciandosi comunque sfuggire che “anche io e David abbiamo avuto i nostri alti e bassi e ne abbiamo passate tante” . Ma ora i brutti ricordi sono alle spalle e mentre David si concentra su un probabile futuro di proprietario di soccer club (nella Mls) senza dimenticare le mutande griffate della sua linea di intimo e gli altri contratti pubblicitari, la Posh si divide fra il lavoro di stilista e quello di supervisore alla ristrutturazione del nuovo Beckhingham Palace londinese, il palazzone di cinque piani acquistato per una trentina di milioni abbondanti di sterline e destinato a diventare una delle magioni più spettacolari e lussuose di tutta Kensington. Sempre che il consiglio di quartiere approvi il progetto presentato in settimana e di cui il Daily Mail fornisce un resoconto molto dettagliato, con la specifica degli interventi pianificati dalla Beckham, che vuole trasformare il seminterrato in una spa di lusso (con palestra e sala massaggi professionale), riservando invece il piano terra dell’edificio al suo gigantesco ufficio, che avrà persino una porta segreta nascosta, così da permetterle di entrare ed uscire a proprio piacimento (e sorprendere magari lo staff al lavoro).

 

TERZO PIANO POSH-FREE — Detto che la cucina “sarà degna di un ristorante, anche se a Victoria non piace per niente cucinare”, come si è premurato di far sapere un anonimo al tabloid, e che l’intero primo piano sarà invece destinato alla camera da letto padronale (con annesso locale guardaroba con tanto di congegno elettronico modello lavanderia nella cabina armadio, così che la Posh possa scegliere il vestito preferito pigiando semplicemente un bottone), leggendo l’articolo si scopre che a David è stato concesso l’uso esclusivo del terzo piano, dove l’ex calciatore intende piazzare un tavolo da biliardo e un fornito mini-bar: una zona Posh-free per le sue serate fra uomini, ovviamente senza imbarazzanti calendari alle pareti.

(fonte gazzetta.it)

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