Zironelli: “Juve? Mi è stato chiesto di farli crescere e purtroppo i risultati non sono stati costanti”

Zironelli: “Juve? Mi è stato chiesto di farli crescere e purtroppo i risultati non sono stati costanti”

Zironelli parla del suo percorso con la Juve U23

di redazionejuvenews

Il tecnico della Juventus Under 23 Mauro Zironelli ha parlato a La Gazzetta dello Sport della sua squadra

 

“Più che cavia, pensate a me come una nave rompighiaccio. Uno strumento per entrare in un mondo nuovo. Era la prima esperienza del sistema, sono felice di averne fatto parte. Il ghiaccio è rotto, l’importante è che intorno non righiacci tutto, che rimanga una traccia su cui ripartire. Questo è stato l’anno 0, un anno difficile per tutti, ma il prossimo sarà l’anno 1. Non è il mio lavoro suggerire agli altri club di fare una loro U23, ma ricordo che la Spagna campione del Mondo nel 2010 aveva 19 calciatori con 900 presenze nelle seconde squadre, o che nell’Ajax ci sono 5-6 giocatori che ruotano sempre tra prima squadra e seconda. Se questi ragazzi fossero stati mandati in prestito, non avrebbero mai fatto 20-25 presenze. Mi è stato chiesto di farli crescere e purtroppo i risultati non sono stati costanti, però ora stanno capendo quanto sia dura stare sul pezzo, dal punto di vista mentale e fisico. In C o ti adatti o muori e noi ci siamo adattati. Tanti vecchi e stranieri? Negli altri Paesi non c’è limitazione sui ‘vecchi’ e da noi sì. E poi gli stranieri sono pochissimi, quelli consentiti, è arrivato Mavididi perché non c’era una punta ‘98. Si parli, invece, del nostro Muratore che è qui da 13 anni e dopo due gravi infortuni non avrebbe giocato altrove. Invece non si è perso ed è tornato ai suoi livelli e farà un’ottima carriera. È l’esempio migliore per capire quanto sia importante il progetto, poi per lanciarli nel grande calcio serve tempo e pazienza. All’estero i giocatori stanno diversi anni nelle seconde squadre: un esempio è Nolito, ora al Siviglia, ma a lungo nel Barça B. Prima ho citato Muratore, ma sono tanti i giovani che alleviamo. Nicolussi Caviglia ha dimostrato grandi tempi di gioco. Di Pardo, classe ‘99, ne ha saltate poche, come Olivier. Fagioli? Ha avuto qualche difficoltà fisica, deve finire lo sviluppo, ma vede il calcio come pochi: con quelle qualità lo vedremo a livelli top. Non si può dire adesso se un giorno sarà titolare della Juve ma, in generale, con questo sistema, potranno sbocciare sempre più talenti”.

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