Raiola: “Donnarumma è stato minacciato”

Raiola: “Donnarumma è stato minacciato”

Raiola ha parlato della difficile situazione di Donnarumma sul rinnovo contrattuale

TORINO- Mino Raiola ha parlato a Sky Sport della situazione che si è venuta a creare attorno a Donnarumma:

“Nella testa di Gigio Donnaruma non c’erano dubbi: voleva rinnovare con il Milan. Io dicevo che non saremmo andati via a parametro zero. Ci hanno forzato: ‘Io non me la sento di accettare proposte in questo ambiente visto quello che sta succedendo a me e alla mia famiglia’. Il giocatore é stato minacciato. Mi prendo il 100% della responsabilità del mancato rinnovo ma io e Mirabelli siamo su due pianeti completamente diversi: non condivido e non accetto il suo comportamento. Non glielo permetto. Non abbiamo accordo con nessuno, non abbiamo parlato con nessun club e sicuramente non lo faremo in breve tempo. Quello fatto fino ad ora è molto vicino ad essere, o è già, mobbing. Donnarumma fermo un anno? Sì, è un rischio importante. Se sarà giudicato per le sue qualità di sicuro non perderà l’anno, se invece ci sono altre situazioni che costringono l’allenatore a prendere certe decisioni allora forse lo perderà. Per me è mobbing se minacci un giocatore di stare un anno in tribuna. Un nuovo portiere per il Milan? Hanno il diritto di cercarne anche altri sette di portieri, non è mica un nostro problema”.

Gigio-Donnarumma
Gigio-Donnarumma

Raiola ha poi continuato: “Il mancato rinnovo? Una situazione troppo ostile e violenta che si era creata e da cui non si poteva più uscire. Lui è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo nei suoi confronti. Non è mai stata una questione economica, se due parti vogliono trovare una soluzione la soluzione si trova. Visto che loro erano in giro con il budget di un top player e il top player ce l’hanno in casa, io sicuramente avrei trovato un modo per soddisfare le parti, ma non siamo mai entrati in quei discorsi. La gestione da parte del Milan? Secondo me sì, è stata sbagliata. Sono stati troppo esuberanti, i toni sono stati sbagliati e i rapporti non sono stati giusti. Se volevo conoscere il progetto del Milan in modo più graduale? Sì, ma comunque avevo già garantito alla società che non saremmo partiti a parametro zero, l’ho sempre detto e pensavo fosse sufficiente almeno per mettere tranquilla la parte patrimoniale della cosa, ma non è stato capito. Non era una questione di rubarsi il giocatore, ma forse ho sbagliato io, non sono stato molto convincente, non lo so. E’ stato gestito tutto male secondo me”.

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