Processo Iaquinta: “Io e mio padre innocenti, la verità verrà fuori”

Processo Iaquinta: “Io e mio padre innocenti, la verità verrà fuori”

Il campione del mondo si sfoga dopo la sentenza

di redazionejuvenews

TORINO – Il 31 ottobre scorso, il giudice di Reggio Emilia ha condannato l’ex attaccante della Juve e campione del mondo 2006 Vincenzo Iaquinta a due anni di reclusione, mentre suo padre Giuseppe a diciannove. Il motivo? Detenzione illegittima di armi. Nel 2012 a Giuseppe Iaquinta viene proibito di tenere armi da fuoco perché stato visto più volte con elementi della ‘Ndrangheta, nonostante questo è stato colto in possesso di una pistola. L’ex capitano dell’Udinese è stato condannato perché a conoscenza della detenzione e ieri sera si è sfogato a Le Iene.

“Io e mio padre siamo innocenti, credo in lui  ciecamente. La verità verrà fuori. Quando sei famoso ci sono pro e contro: ci sono state altre 119 condanne e ci sono ancora due gradi di giudizio, ma sui giornali si legge solo il mio nome, lo sto portando avanti io questo processo. Una volta ero al McDonald’s con i miei figli, la cassiera mi riconobbe e lo disse in cucina da dove provenne un commento poco piacevole: “Ah quello mafioso”, ero mortificato per nulla avanti ai miei bambini. Io ho paura solo a sentirla la parola ‘Ndangheta”.

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