Pjaca a tutto tondo: “Resto a lungo, studio da Dybala e voglio vincere la Champions”

Pjaca a tutto tondo: “Resto a lungo, studio da Dybala e voglio vincere la Champions”

Il talento croato ha parlato della sfida alla “sua” Dinamo Zagabria

Marko Pjaca

TORINO – Intervistato da Tuttosport il gioiello croato della Juve Marko Pjaca ha parlato prima della sfida di stasera contro la “sua” Dinamo Zagabria: “Se segnassi, non esulterei. Sono eccitato, più che emozionato. Allo stadio ci saranno i miei amici e la mia famiglia. Mi hanno chiesto 25 magliette della Juve anche tanti biglietti! Deciderà Allegri se darmi un’opportunità oppure no.Non vedo l’ora di mostrare cosa sono in grado di fare. Sicuramente non sarà una passeggiata a Zagabria. Ci sono giocatori di grande talento come Coric, Pavicic e Fiolic e Soudani è un attaccante molto pericoloso. Mi aspetto un ambiente molto caldo perchè tornerà la tifoseria organizzata dopo un lungo sciopero”.

DECISIONE ESTIVA – “Se potessi tornare indietro? Rifarei assolutamente la stessa scelta, certo! Sono in uno dei club migliori al mondo, sto bene alla Juventus. Qui posso imparare. Voglio fermarmi a Torino per tanti anni ancora.  23 milioni sono tanti soldi, lo so, ma c’è chi è stato pagato di più come Higuain e Pjanic. In realtà non mi mette pressione l’argomento, io penso solo a farmi trovare pronto. Il calcio è sempre stato la mia vita, giocavo a calcio ogni momento. Ora gioco tanto alla playstation, ma un tempo pensavo solo a giocare e migliorarmi. Con chi mi vedrei bene in campo? Con Ronaldo, quello brasiliano, il Fenomeno, e con Ronaldinho”.

DYBALA COME ESEMPIO – “Tutti vorrebbero giocare con continuità, ma sono giovane e devo ancora crescere. Il gol non è un’ossessione io mi sento più un centrocampista. Per posizione studio molto in allenamento ciò che fa Dybala, ma cerco di imparare da tutti. La Juventus è attrezzata per vincere la Champions. Dovremo giocarcela con altre 3 o 4 squadre, ma daremo il massimo. Il rapporto con Allegri è ottimo, anche se è un normale rapporto tra allenatore e giocatore. Mi sta insegnando molto sotto il profilo tattico, è fondamentale perchè mi sta aiutando nel capire il calcio italiano. Io pallone d’Oro? Ho 21 anni, non voglio mettermi pressione da solo”.

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