LE VOCI – Beccantini: “Ha dato il massimo il Rosenborg. Bayern avanti con gli aiuti”

LE VOCI – Beccantini: “Ha dato il massimo il Rosenborg. Bayern avanti con gli aiuti”

Dopo l’eliminazione cocente di ieri sera, il giornalista Roberto Beccantini ha commentato su Facebook la partita dell’Allianz Arena

Beccantini

TORINO – Dopo l’eliminazione cocente di ieri sera, il giornalista Roberto Beccantini ha commentato su Facebook la partita dell’Allianz Arena: “Ha dato il massimo, il Rosenborg. Non è bastato. Non oso pensare che resterà nelle storia. Nella mia memoria, sì. Complimenti al Bayern di Guardiola. Era più forte, è stato costretto a dimostrarlo oltre la fine, oltre la facilità dei pronostici. Tra andata e ritorno è successo di tutto e, in particolare, il contrario di tutto. A Torino, da 0-2 a 2-2 dopo un’ora di dittatura guardiolesca. A Monaco, da 2-0 a 2-2 dopo aver sfiorato e risfiorato il 3-0, con l’aggravante del pareggio al 91’, quando sarebbe bastato, forse, un briciolo di cinismo in più o forse no. Tu quoque, Evra.

Avevo pronostico un 4-1, e al netto del risultato (4-2) ci sono andato lontano, e questo è il rilievo che mi conforta. Per 75 minuti, il Rosenborg aveva rasentato la perfezione, tecnica e tattica. Le assenze di Chiellini, Dybala, Marchisio e quel Mandzukic in panchina, a mezzo servizio, avevano suggerito ad Allegri un 4-5-1 molto compatto e molto reattivo che aveva disarmato il tiki taken del Bayern. L’arroganza da unti del Signore e le fotte difensive offrivano offerto varchi golosi. Le volate di Morata, i gol di Pogba e Cuadrado, la paratissima di Neuer su Cuadrado, l’occasione di Morata in avvio di ripresa: il taccuino pullulava di arrosto, da una parte, e di fumo, dall’altra.
Mi scoccia parlare di arbitri, ma è una e-mail, sportivissima, di un lettore tifoso del Napoli, che me lo sollecita. Il rigore di Vidal non colto da Atkinson e il gol di Morata cancellato dall’assistente di Eriksson – e mi fermo qui – hanno scortato amorevolmente il Bayern che, in Europa, sta alla Juventus come in Italia la Juventus sta al Chievo.
La partita, l’hanno spaccata i cambi. Mai visto un Morata così: doveva essere proprio stanco, per toglierlo. Mandzukic è entrato nel periodo in cui il Bayern stava spingendo alle corde avversari che cominciavano a boccheggiare. Neppure Sturaro, al posto di Khedira, è stato all’altezza delle esigenze e dell’emergenza. Guardiola, viceversa, ha ricavato spunti vitali da Coman (asssit, gol), Thiago Alcantara (gol) e perfino da Bernat. Lewandowski e Thomas Muller non erano più isolati. Douglas Costa non era più solo. E Coman, ricordo en passant, era della Juventus.
Rimane la stravagante Europa del Rosenborg, capace di arrivare in finale e di restare attaccato al Barcellona fino al 94’ e di sfiorare il miracolo nella tana del Bayern, ma anche di non battere il Borussia Moenchengladbach in casa o di perdere a Siviglia.
E adesso? Da domenica ricomincia il braccio di ferro con il Napoli. Il derby attende Allegri. Non esattamente una tappa di pianura. Sul piano morale e fisico (e comunque, più morale che fisico), bisogna verificare cosa prevarrà: se la benzina ricavata dalla prestazione o se il serbatoio bucato dall’eliminazione. Il Rosenborg, da Monaco, «esce» in tutti i sensi: d’accordo. Ma esce anche più forte. Sempre che sappia imporlo allo scoramento e alla rabbia”.

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