Giuseppe Borrelli: “Della vicenda Juventus non posso dire nulla perché non sono titolare delle indagini”

Giuseppe Borrelli: “Della vicenda Juventus non posso dire nulla perché non sono titolare delle indagini”

Giuseppe Borrelli ha parlato a Radio Punto Zero

TORINO- “Della vicenda Juventus non posso dire nulla perché non sono titolare delle indagini e poi c’è una questione di doveroso rispetto nei confronti dei colleghi che le hanno svolte. Per quanto riguarda Napoli la collega Parascandolo ha dato atto della presenza in curva di gruppi legati a frange non proprio operanti nella legalità ma ha anche escluso un controllo da parte della criminalità organizzata delle curve e di altri settori dello stadio San Paolo. Ovviamente a Napoli abbiamo frange criminali che hanno provenienza territoriale piuttosto marcata, conosciamo la suddivisione dei clan in base ai quartieri e sappiamo che all’interno delle curve la tifoseria viene rappresentata dagli stessi quartieri, ma non si può in alcun modo parlare di collegamenti strutturali tra il Napoli e la criminalità organizzata. Calcioscommesse? Dati i valori economici in gioco mi pare evidente che ogni eventuale sanzione debba avere efficacia dissuasiva, invece i provvedimenti sono spesso caratterizzati da sanzioni sempre più blande nei vari gradi di giudizio. In sintesi serve maggior severità per arginare il fenomeno. Come Sarri, anch’io credo che le vittorie e il bel gioco non siano incompatibili. Non si ricorda solo chi vince, ad esempio poche squadre nazionali siano ricordate più dell’Olanda di Cruijff. Senza la cessione di Clerici e l’acquisto di Savoldi, pagato due miliardi, acquisto solo apparentemente decisivo, sono convinto che il Napoli di Vinicio avrebbe vinto lo scudetto e sarebbe dunque passato alla storia. Questo Napoli può farcela, è un vero spettacolo da vedere. A De Laurentiis non possiamo muovere nessun’accusa d’incompetenza, sono i risultati a parlare per lui: un Napoli così competitivo per così tanto tempo non l’ho mai visto. Il presidente non è neppure avaro: il denaro derivante dalle cessioni eccellente è stato sempre saggiamente investito. La cessione di Higuain, ad esempio, ha permesso alla squadra di essere completa tra titolari e riserve. A questa società manca un diverso modo di fare comunicazione, non è possibile che una società simile non comunichi coi propri tifosi com’è successo quest’anno. Esiste poi un problema di struttura: in un mondo così professionale come il calcio non tutto può rimanere appeso al presidente che, per lavoro, è spesso lontano dalla città e quando manca tutto si blocca. La società dovrebbe darsi una struttura nuova con persone fidate – scelte dallo stesso presidente – che possano avere anche capacità comunicative differenti con stampa e istituzioni.” Queste le parole di Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto di Napoli a Radio Punto Zero riportate da Tuttojuve

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