Buffon: “Con la Svezia serve una partita da 7. Basta incolpare Zaza!”

Buffon: “Con la Svezia serve una partita da 7. Basta incolpare Zaza!”

Le parole del capitano azzurro e bianconero dal ritiro dell’Italia

Gianluigi-Buffon

TORINO – Gianluigi Buffon ha parlato dal ritiro della nazionale italiana. Il capitano ha rilasciato un’intervista a Rai Sport, commentando il prossimo spareggio con la Svezia ed alcuni episodi del passato azzurro.

Gigi Buffon, 20 anni dopo, ancora uno spareggio. Ne avresti fatto a meno?
“Sì, sicuramente, perchè lo spareggio è sempre un rischio. E’ molto simpatico il caso che abbia cominciato con uno spareggio e che possa finire con uno spareggio. Sarebbe importante che il risultato finale non mutasse e rimanesse quello di 20 anni fa”.

Dici Svezia e pensi all’Europeo del 2004, al biscotto tra Svezia e Danimarca che eliminò l’Italia. Abbiamo l’occasione per chiudere un po’ i conti….
“Sì, ma il tempo passa. L’uscita da quell’Europeo con cinque punti fu bruciante, fu una grande delusione. E’ anche vero che se avessimo fatto meglio non ci sarebbe stato questo tipo di problematica. Se ti ritieni una squadra o un giocatore forte, sai che il destino passa dalle tue mani e non devi aspettare gli altri”. 

Com ‘è il clima in questi giorni? 
“Il clima è sempre buono, è gioioso, c’è voglia di fare, di stare insieme, di condividere, con la coscienza e la consapevolezza di chi sa che andiamo incontro a due partite molto importanti, per noi come gruppo, per tutto l’ambiente che ci circonda, staff tecnico, dirigenziale e quant’altro, più che altro per l’Italia intera, per il movimento calcistico, per dare una gioia importante anche alla nostra gente che ci sta vicino e ci segue con passione”.

Sembra che ci sia un ritorno al 3-5-2. Quello che dà più sicurezza e tranquillità ai giocatori…
“Penso che il mister non abbia ancora deciso che tipo di partita faremo nello specifico, anche perchè è solo un giorno che siamo insieme e secondo me vuole monitorare anche le condizioni di ogni elemento per poi poter scegliere il modulo migliori per farci esprimere, però credo che una persona e un professionista con l’esperienza del nostro ct, sappia benissimo come approcciare queste gare, come affrontare questo tipo di impegno che a differenza di molte altre partite diventa un doppio impegno, andata e ritorno. Quindi ci affidiamo a lui e abbiamo piena fiducia in lui”.

Quanto è stato importante in vista dello spareggio il confronto tra voi giocatori?
“E’ stato fatto passare come un qualcosa di eccezionale, io vedo estremamente normale che dei professionisti, nel momento in cui non riescono ad esprimersi e ad ottenere determinati risultati, se hanno a cuore il lavoro che stanno facendo, se hanno a cuore le sorti della propria squadra, in questo caso una Nazione, debbano fare il massimo ed essere disponibili a qualsiasi tipo di confronto per poter superiore ogni tipo di difficoltà e ostacolo. Questa è una prassi, non dico ricorrente, ma molto usata, da quando sono in Nazionale, da quando sono alla Juve. Capita spesso, o magari non capita spesso che si venga a sapere”.

Tra voi giocatori più esperti cosa vi dite in queste ore? Sentile la pressione dell’intero Paese?
“La pressione… non dobbiamo sentire quella esterna, perchè probabilmente non aiuterebbe. La pressione te la dà il senso di responsabilità, la consapevolezza che ci stiamo giocando molto e l’Italia si gioca molto”.

Zaza come l’hai trovato? E’ la sua rinascita azzurra?
“L’ho trovato sempre pelato, uguale. Rinascita… non è che stiamo parlando di un giocatore defunto e poi resuscitato. Zaza ha sbagliato solo un rigore, come ne hanno sbagliati altri  in quella partita e come ne hanno sbagliati tanti prima di lui in tutti questi anni di Nazionale in cui ci sono stato io. Di conseguenza trovare il caprio espiatorio in una sconfitta  così – in un Zaza o un Pellè mi sembra assurdo. Ha avuto il coraggio di battere un rigore, l’ha sbagliato. Peccato, la vita avanti, non è che puoi in base ad un rigore valutare la bravura o meno di un giocatore. E Zaza, dopo un anno difficile come quello dell’anno scorso, sta dimostrando di essere il gicoatore che tutti pensavamo fosse: un giocatore importante per la nostra causa”.

Sarebbe bello avere Pirlo in squadra. Che cosa gli diciamo?
“Ad Andrea ho mandato un messaggio ieri, personale, intimo, perchè alla fine con Andrea c’è una conoscenza più che ventennale. Ricordavo che se 25 anni fa quando ci siamo conosciuti – era un’estate del ’93 per preparare un Europeo, in un caldo infernale a Giulianova, ci avessero detto che avremmo fatto questa carriera, avremmo firmato immediatamente. E’ stata una bella vita e una grande carriera”.

Che cosa fa paura? Il ct ha detto: “Non abbiamo niente da perdere”
“Della Svezia,  delle squadre nordiche, fa paura la loro metodicità. Sono squadre metodiche, fanno le stesse cose, le sanno fare bene. Come dico sempre, se con queste squadre giochi da 6 probabilmente perdi, se giochi da 6,5  pareggi, se giochi da 7 vinci. Quindi sai che per fare tua la gara devi  fare una bella partita anche individualmente”.

L’Italia andrà ai Mondiali?
“Se  me lo avessi chiesto 20 anni fa, in maniera spavalda, avrei detto: “Siamo già al Mondiale. Adesso sono passati 20 anni e dico: “Lavoriamo per questo”.

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